Scoperta frode fiscale di circa 60 milioni di euro perpetrata da consulenti fiscali. In manette sette persone, sequestrati conti correnti e immobili per oltre dieci milioni di euro

Scoperta frode fiscale di circa 60 milioni di euro perpetrata da consulenti fiscali. In manette sette persone, sequestrati conti correnti e immobili per oltre dieci milioni di euro – Un macchinoso sistema fraudolento ai danni dell’Erario era stato orchestrato da un gruppo di commercialisti di Roma, a beneficio di un noto consorzio operante a livello nazionale nel settore delle pulizie e del facchinaggio.

 

E’ quanto scoperto dai finanzieri del Comando Provinciale di Roma che, al termine di un’indagine coordinata dalla Procura della Repubblica di Civitavecchia nella persona del Sostituto Procuratore Paolo CALABRIA, hanno fatto piena luce sull’attività dell’organizzazione, capeggiata da un professionista di Roma – noto alle cronache per essere stato, tra l’altro, presidente dell’”Arezzo Calcio” – che, grazie ai consigli dei consulenti, aveva creato una rete di cooperative, cui erano state preposte “teste di legno”, che venivano fatte  scomparire dopo aver addossato loro i debiti tributari e contributivi del consorzio.

 

Dagli accertamenti delle Fiamme Gialle della Compagnia di Fiumicino, resi ardui dalla mancanza di tutta la documentazione amministrativo-contabile fatta sparire per impedire la ricostruzione del giro d’affari, è emerso, oltre all’occultamento al Fisco di ricavi per circa 60 milioni di euro, che i proventi della frode fiscale  venivano investiti nell’acquisto di immobili, fatti confluire in una società appositamente creata, i cui dominus occulti erano alcuni degli indagati.

 

Gli elementi raccolti hanno consentito al Pubblico Ministero di richiedere ed ottenere dal Giudice delle Indagini Preliminari Giovanni Giorgianni, l’emissione di sette provvedimenti restrittivi della libertà personale (tra cui due nei confronti di professionisti) e di sequestro preventivo di beni mobili ed immobili – ubicati a  Fiumicino ed a Roma –  nonché di conti correnti, per un valore di oltre 10 milioni di euro, volto alla loro confisca “per equivalente”, in relazione alle imposte evase, alle pene pecuniarie ed agli interessi maturati.

 

L’inchiesta vede indagate complessivamente 49 persone, tra capi, gregari e professionisti che dovranno rispondere del reato di associazione a delinquere finalizzata alla frode fiscale.