SantoClaus BaronNoir: “Cavalcando il Sole” – Tra epica sonora e frammenti d’autore. La recensione

Con “Cavalcando il Sole”, SantoClaus BaronNoir ci accompagna in un percorso breve ma densissimo, dove la musica si intreccia con la poesia, la letteratura e il teatro. In tre brani, l’artista costruisce un mondo sospeso tra swing d’antan e inquietudini moderne, citazioni colte e istinti viscerali. L’EP si apre con l’omonimo “Cavalcando il Sole”, un brano che ha l’energia di una cavalcata nel deserto e la grazia ironica dei primi musical. Charleston, banjo e batteria swing convivono in una danza surreale che racconta più di quanto dica esplicitamente. Con “L’aristocratico nero”, il tono cambia: si entra in un paesaggio più interiore, dove la voce si fa racconto e i fiati disegnano un’atmosfera quasi metafisica. Il testo parla di dominio, classi sociali, apparenza. E lo fa con la leggerezza inquieta di un romanzo noir. Chiude “Il bacio”, il pezzo più ruvido e misterioso. Qui il folk si fa ossessione, il canto è quasi un rantolo lucido e il testo è una sfida aperta all’ascoltatore. Come se ci fosse un messaggio da decifrare, ma solo se si è disposti a perdersi. SantoClaus BaronNoir conferma la sua identità: un autore atipico, che rifugge le mode e crea spazi sonori che sembrano pagine da leggere ad alta voce.

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