Ruijun Li incanta Roma

ACCADEMIA D’UNGHERIA IN ROMA · AIMART

Un viaggio tra Oriente e Occidente:

Ruijun Li incanta Roma

Venerdì 29 maggio 2025 – Accademia d’Ungheria in Roma

Ci sono serate che lasciano il segno non per la grandiosità dell’apparato, ma per la qualità rara di chi si ascolta. Il recital di Ruijun Li – pianista e soprano di soli 19 anni, già in piena specializzazione nel canto lirico e nel pianoforte – svoltosi venerdì 29 maggio presso la prestigiosa sede dell’Accademia d’Ungheria in Roma, in collaborazione con AIMART, è stato esattamente questo: un evento autentico, capace di lasciare il pubblico in silenzio anche dopo l’ultimo applauso.

Nata in Cina e formatasi in ambito internazionale, Ruijun Li si sta specializzando contemporaneamente nel canto lirico e nel pianoforte: una doppia vocazione non comune, che a 19 anni già mostra una coerenza e una profondità artistiche tutt’altro che scontate. Il programma della serata – che ha intrecciato la grande tradizione europea con alcune delle perle del repertorio classico cinese – ha rivelato un’artista capace di muoversi tra mondi musicali distanti con la stessa naturalezza con cui respira.

Ruijun Li Foto By Jonathan Scozzafava

Una voce che emoziona

La serata si è aperta con l’Exsultate jubilate di Mozart: Ruijun Li ha affrontato il celebre mottetto – e in particolare il conclusivo Alleluja – con una sicurezza tecnica sorprendente per la sua età, lasciando trasparire una voce già formata, luminosa, con una proiezione naturale che ha riempito la sala con eleganza. È nella specializzazione lirica che questa giovane artista rivela forse il suo talento più originale: la capacità di abitare i personaggi dall’interno, con un fraseggio teatrale autentico che non si impara dai libri. Con Batti, batti dal Don Giovanni la doppiezza di Zerlina è emersa con freschezza e intelligenza; con Lascia ch’io pianga di Händel, il pubblico è rimasto in silenzio, commosso dalla purità della linea vocale. Il momento più atteso – O mio babbino caro di Puccini – ha confermato un legato padroneggiato con maturità rara, senza retorica, con una sincerità disarmante.

Il dialogo con l’Oriente

È nel passaggio alla musica cinese che la serata ha acquistato una dimensione del tutto particolare. Con Yang Guan San Die (阳关三叠), antica canzone basata su una celebre poesia di Wang Wei della dinastia Tang, Ruijun Li ha portato in scena un mondo sonoro intimo, meditativo, fatto di silenzio. Un momento che ha rivelato come la sua doppia radice – orientale e occidentale – non sia un semplice dato biografico, ma una risorsa espressiva autentica.

Al pianoforte: tecnica e poesia

Al pianoforte – l’altra metà della sua formazione – Ruijun Li ha dimostrato la stessa solidità. Il Preludio e Fuga di Bach è stato eseguito con nitidezza e senso architettonico genuino; la Sonata di Haydn ha confermato il fraseggio idiomatico e la chiarezza delle dinamiche. Con le Mazurke e la Fantaisie-Impromptu di Chopin ha dato prova di una maturità espressiva non comune: il rubato giusto, il canto nella mano destra, tutto magistralmente dosato da una pianista di 19 anni che sembra già sapere dove vuole andare.

Il finale: le nuvole rincorrono la luna

A chiudere il recital, Cai Yun Zhui Yue (彩云追月) di Wang Jianzhong – “Nuvole colorate rincorrono la luna” – ha offerto a Ruijun Li l’occasione di mostrare un pianismo più solare e visionario, chiudendo la serata con leggerezza e con uno sguardo aperto sul mondo.

Foto By Jonathan Scozzafava

Il recital di Ruijun Li all’Accademia d’Ungheria è stato una serata di grande musica e di riflessione silenziosa sul senso del dialogo tra culture. Ciò che colpisce di più, tuttavia, è la consapevolezza con cui questa artista di 19 anni – impegnata in una doppia specializzazione non comune, nel canto lirico e nel pianoforte – abita già la scena con maturità e generosità. Un talento autentico, da seguire con attenzione e con gratitudine.

Recital svoltosi venerdì 29 maggio 2025

Accademia d’Ungheria in Roma · in collaborazione con AIMART