Rigoletto, melodramma in tre atti di Giuseppe Verdi Dir. Jordi Bernàcer, lo spettacolo in scena al Teatro Carlo Felice di Genova

Rigoletto

Melodramma in tre atti di Giuseppe Verdi

Libretto di Francesco Maria Piave 

Maestro concertatore e direttore Jordi Bernàcer

Regia Rolando Panerai

Ripresa da Vivien Hewitt

Scene Fondazione Teatro Carlo Felice

da un’idea di Rolando Panerai

Costumi Regina Schrecker

Coreografie Nicola Marrapodi

Luci Luciano Novelli

Personaggi e interpreti principali:

Il Duca di Mantova Giovanni Sala/Matteo Falcier (14, 21)
Rigoletto Amartuvshin Enkhbat/George Petean (20)/Ivan Inverardi (14, 21)
Gilda Enkeleda Kamani/Lucrezia Drei (14, 21)
Sparafucile Riccardo Zanellato/Mariano Buccino (14, 21)
Maddalena Caterina Piva/Valeria Girardello (14, 21)
Giovanna Simona Marcello/Anna Venturi (14, 21)
Monterone Gianfranco Montresor
Marullo Marco Camastra
Matteo Borsa Didier Pieri
Il Conte di Ceprano Claudio Ottino
La Contessa di Ceprano Daniela Aloisi/Simona Marcello (14,21)
Usciere Filippo Balestra/Roberto Conti (14, 21)
Paggio Lucia Scilipoti/Simona Pasino (14,21)

Danzatori:

Francesco Gerbi, Nicola Marrapodi, Erika Melli, Samuel Moretti

Orchestra, Coro e Tecnici del Teatro Carlo Felice

Maestro del coro Francesco Aliberti

Allestimento Fondazione Teatro Carlo Felice

Teatro Carlo Felice di Genova

Venerdì 13 maggio 2022 ore 20.00 Abb. Opera A

Sabato 14 maggio 2022 ore 15.00   Abb. Opera F

Domenica 15 maggio 2022 ore 15.00  Abb. Opera C

Venerdì 20 maggio 2022 ore 20.00 Abb. Opera B

Sabato 21 maggio 2022 ore 20.00  Abb. Opera L

Domenica 22 maggio 2022 ore 15.00 Abb. Opera R 

Info e biglietti: www.teatrocarlofelice.com 

Debutta al Teatro Carlo Felice di Genova venerdì 13 maggio 2022 alle ore 20.00 (repliche il 14, 15, 20, 21, 22 maggio) Rigoletto, melodramma in tre atti di Giuseppe Verdi, su libretto di Francesco Maria Piave, in un allestimento della Fondazione Teatro Carlo Felice diretto da Jordi Bernàcer, alla testa dell’Orchestra e del Coro del Teatro Carlo Felice, preparato da Francesco Aliberti; una nuova ripresa di Vivien Hewitt della regia firmata da Rolando Panerai per la Fondazione Teatro Carlo Felice nel 2017. Le scene sono realizzate dalla Fondazione Teatro Carlo Felice su di un’idea di Rolando Panerai, i costumi di Regina Schrecker, la coreografia di Nicola Marrapodi, le luci di Luciano Novelli.

Il cast è composto da Giovanni Sala/Matteo Falcier  (Il Duca di Mantova), Amartuvshin Enkhbat/George Petean/Ivan Inverardi  (Rigoletto), Enkeleda Kamani/Lucrezia Drei (Gilda), Riccardo Zanellato/Mariano Buccino (Sparafucile), Caterina Piva/Valeria Girardello (Maddalena), Simona Marcello/Anna Venturi (Giovanna), Gianfranco Montresor (Monterone), Marco Camastra (Marullo), Didier Pieri (Matteo Borsa), Claudio Ottino (Il Conte di Ceprano), Daniela Aloisi/Simona Marcello (La Contessa di Ceprano), Filippo Balestra/Roberto Conti (Usciere), Lucia Scilipoti/Simona Pasino (Paggio).

Title sponsor della produzione è Eni.

La prima rappresentazione sarà preceduta da due incontri di approfondimento aperti al pubblico: la conferenza illustrativa di sabato 7 maggio, alle ore 16.00, all’Auditorium E. Montale, Sempre magico Rigoletto, relatore Lorenzo Costa, realizzata in collaborazione con Amici del Teatro Carlo Felice e del Conservatorio Niccolò Paganini e l’incontro di studio di mercoledì 11 maggio, alle ore 17.30, nel primo Foyer, Quel vecchio maledivami! La tragedia senza scampo di Rigoletto, relatori Stefano Verdino e Raffaele Mellace, in collaborazione con l’Università degli Studi di Genova.

L’opera rivelatrice del carisma popolare di Giuseppe Verdi, Rigoletto, fu scritta su commissione del Teatro la Fenice di Venezia, ed ivi rappresentata per la prima volta l’11 marzo 1851, dopo aver superato l’esame della censura asburgica. Si contestava al compositore la scelta di aver messo in musica un soggetto controverso, tratto da Le Roi s’amuse di Victor Hugo – sebbene traslato nella cinquecentesca corte del Duca di Mantova – violando il decreto del Governatore Militare di Venezia. Del resto, per gli evidenti riferimenti alla vita privata di Francesco I, il dramma teatrale originario dovette attendere addirittura cinquant’anni per ritornare sulle scene parigine dov’era nato, nel 1832. Originale e innovativa per i tempi, acclamata sin dal suo debutto dal pubblico, l’opera di Verdi non fu compresa subito da tutta la critica. Qualche tempo passò prima che vennero giustamente apprezzati sia il suo libretto, che condensa con grande maestria in poco più di due ore un’opera teatrale in cinque atti, mantenendone intatto il potere di suggestione, accentuandone il senso dell’inevitabilità drammatica assieme ad una riflessione sull’eterna attualità del  destino del protagonista, sia il suo linguaggio musicale, caratterizzato dall’abbandono delle forme chiuse con l’adozione di un declamato aperto e fluido, al servizio dell’espressione, dello scavo psicologico e soprattutto della parola. La regista irlandese Vivien Hewitt ricompone per la prima volta l’impianto registico e scenografico ricevuto in eredità dall’interprete e regista toscano, che in occasione del suo ultimo allestimento a Genova nel 2017 affermava «il mio punto di riferimento è lo spartito, dove ci sono le parole del librettista e la musica di Giuseppe Verdi: più di questo non si può volere». Di quell’allestimento, sono riproposti anche i sontuosi costumi senza tempo della stilista prestata al Teatro Regina Schrecker, realizzati con tessuti di recupero e interamente prodotti per l’occasione, assieme alle scene, dalla Fondazione Teatro Carlo Felice.

«Il Teatro Carlo Felice prosegue nella sua programmazione operistica quest’anno – commenta il Sovrintendente Claudio Orazi – con un Rigoletto nato in questo Teatro nel 2017, per la regia di Rolando Panerai, che la regista Vivien Hewitt, a lui particolarmente legata, farà rivivere, rivisitandolo, con i costumi originali di Regina Schrecker disegnati per l’occasione, e con una nuova direzione dell’Orchestra e Coro del Teatro Carlo Felice affidata a Jordi Bernàcer. Il cast comprende la star internazionale Amartuvshin Enkhbat, baritono mongolo che, assieme a George Petean e a Ivan Inverardi, interpreta la parte di Rigoletto. Al loro fianco, interpreti di grande esperienza internazionale tra cui Riccardo Zanellato e giovani valorosi che si stanno distinguendo nei teatri di tutto il mondo, come Giovanni Sala, Enkeleda Kamani, Caterina Piva. Con il quarto titolo dell’anno, cui segue in giugno l’allestimento de Il turco in Italia di Gioachino Rossini, si avvia alla conclusione una stagione pensata come un omaggio alla grande tradizione operistica italiana, attraverso alcuni dei capolavori dei suoi autori più celebri e amati, che prelude a una nuova stagione 2022-2023 densa di novità. Desidero quindi cogliere l’occasione sempre ringraziare per il loro supporto nell’immaginare tali ambiziosi progetti i nostri Soci fondatori, i nostri Sponsor e, in quest’occasione in particolare, il Title Sponsor Eni».

«Ritornare a Rigoletto per me è sempre un privilegio, afferma il direttore Jordi Bernàcer: la profondità della sua musica, della personalità dei protagonisti, la straordinaria capacità che Verdi ha di creare dei colori insoliti nell’orchestra, che rispecchiano la più profonda emozione di ciascun personaggio…Tutto questo fa di Rigoletto il capolavoro che tanto amiamo. Ma se dovessi scegliere una parola che definisce interamente l’opera sarebbe “originalità”: quella dei suoi personaggi, antieroici e complessi, e quella della sua musica, in cui le arie non sono isolate ma immerse in un movimento più ampio e drammaturgicamente fluido (come la ballata iniziale del tenore, La donna è mobile oppure l’aria di Gilda, che viene terminata dai cortigiani). Quella che si manifesta nell’intenso sviluppo musicale all’interno dell’orchestra nel duetto di Sparafucile e Rigoletto (con un violoncello e un contrabbasso solisti), dove i cantanti declamano più che cantare. O nel “ritorno” alla polifonia nel celebre quartetto, dove magistralmente Verdi fa convergere quattro diversi punti di vista, quattro emozioni vissute nel tempo presente che si incontrano, in contemporanea. Va segnalata anche l’originalità estrema che manifesta la particolare partitura del coro, che diventa un personaggio a sé, con una scrittura propria. Nei primi atti, è volutamente “volgare”, “superficiale”: sono cortigiani. Ma nel terzo, diventa uno strumento nuovo: il suo canto a bocca chiusa, a imitazione del vento, davvero “inventa il vero” ed è inaudito».

«Questo Rigoletto porta con sé un’eredità carica di emozioni e di sfide, racconta la regista Vivien Hewitt. Devo anzitutto cercare di realizzare le intenzioni di Rolando, che sono legate ad un’attenta lettura della parola, oltre che alle idee musicali di Verdi, e ad una sua visione complessiva dell’opera. Ma allo stesso tempo questo Rigoletto è sempre stato ed è un organismo vivente e credo che Rolando avrebbe voluto che rimanesse tale: in continua evoluzione. Quindi la regia che mi accingo a presentare, nel solco del lavoro realizzato nel 2017 e nel rispetto del suo pensiero in primis lascerà che le personalità dei personaggi di Verdi emergano da quelle dei loro interpreti, che sono diversi oggi rispetto ad allora. E viceversa, andando oltre la versione realizzata nel 2017, proporrà alcune nuove idee, che sviluppano ulteriormente il potenziale di quell’allestimento rimasto inespresso. Rolando Panerai era dotato di un grande istinto teatrale, per cui il Teatro era un tempio, un luogo sacrale. Regina Schrecker, è invece una donna di moda, che ho portato alla lirica per la prima volta in occasione di una mia fortunata Madama Butterfly. Lavorare con questi due artisti, con le scene realizzate dal Teatro Carlo Felice su di un’idea di Rolando e i costumi fatti di materiali “poveri” vuol dire unire mondi molto lontani tra loro. Il risultato sarà un Rigoletto atemporale, che però non stravolge del tutto l’idea di un Cinquecento possibile, per quanto astratto e, grazie alla capacità di straniamento del teatro, magnificente».

 Teatro Carlo Felice di Genova

Venerdì 13 maggio 2022 ore 20.00 Abb. Opera A

Sabato 14 maggio 2022 ore 15.00   Abb. Opera F

Domenica 15 maggio 2022 ore 15.00  Abb. Opera C

Venerdì 20 maggio 2022 ore 20.00 Abb. Opera B

Sabato 21 maggio 2022 ore 20.00  Abb. Opera L

Domenica 22 maggio 2022 ore 15.00 Abb. Opera R 

Rigoletto

Melodramma in tre atti di Giuseppe Verdi

su libretto di Francesco Maria Piave 

Maestro concertatore e direttore Jordi Bernàcer

Regia Rolando Panerai

Ripresa da Vivien Hewitt

Scene Fondazione Teatro Carlo Felice, da un’idea di Rolando Panerai

Costumi Regina Schrecker

Coreografia Nicola Marrapodi

Luci Luciano Novelli 

Personaggi e interpreti principali:

Il Duca di Mantova Giovanni Sala/Matteo Falcier (14, 21)
Rigoletto 
Amartuvshin Enkhbat/George Petean (20)/Ivan Inverardi (14, 21)
Gilda 
Enkeleda Kamani/Lucrezia Drei (14, 21)
Sparafucile
 Riccardo Zanellato/Mariano Buccino (14, 21)
Maddalena 
Caterina Piva/Valeria Girardello (14, 21)
Giovanna 
Simona Marcello/Anna Venturi (14, 21)
Monterone 
Gianfranco Montresor
Marullo 
Marco Camastra
Matteo Borsa 
Didier Pieri
Il Conte di Ceprano 
Claudio Ottino
La Contessa di Ceprano 
Daniela Aloisi/Simona Marcello (14,21)
Usciere
 Filippo Balestra/Roberto Conti (14, 21)
Paggio
 Lucia Scilipoti/Simona Pasino (14,21)

Danzatori: Francesco Gerbi, Nicola Marrapodi, Erika Melli, Samuel Moretti

Orchestra, Coro e Tecnici del Teatro Carlo Felice

Maestro del coro Francesco Aliberti

Allestimento Fondazione Teatro Carlo Felice
Direttore allestimenti scenici 
Luciano Novelli, Direttore musicale di palcoscenico Simone Ori, Maestri di sala Sirio Restani, Dina Pysarenko, Maestri di palcoscenico Andrea GastaldoAnna Maria Pascarella, altro Maestro del coro Patrizia Priarone, Maestro alle luci Stefania Zanesco, Maestro ai sopratitoli Domenico Sorrenti, Responsabile archivio musicale Simone Brizio, Direttore di scena Alessandro Pastorino, Vice Direttore di scena Giorgio Agostini, Responsabile movimentazione consolle Andrea Musenich, Caporeparto macchinisti Gianni Cois, Caporeparto elettricisti – cabina luci Giorgio Preve, Caporeparto attrezzisti Tiziano Baradel, Caporeparto audio/video Walter Ivaldi, Caporeparto sartoria, calzoleria, trucco e parrucche Elena Pirino, Coordinatore trucco Raul Ivaldi, Scene  Fondazione Teatro Carlo Felice, Attrezzi Fondazione Teatro Carlo Felice, Costumi Fondazione Teatro Carlo Felice, Soprattitoli Prescott Studio.

BIGLIETTERIA

I biglietti possono essere acquistati alla biglietteria del Teatro Carlo Felice e nel circuito on e offline di Vivaticket.

La Biglietteria del Teatro Carlo Felice è aperta nei seguenti orari:

da lunedì a venerdì dalle 10.00 alle 18.00

il sabato dalle 10.00 alle 16.00 

Indirizzo: Galleria Cardinal Siri 6. a Genova.

Info: biglietteria@carlofelice.it

Tel. + 39 010 5381 433 – 334

Per gli spettacoli serali l’apertura è prevista un’ora prima dell’inizio con chiusura 15 minuti dopo l’inizio.
Per gli spettacoli pomeridiani della domenica l’apertura è prevista due ore prima dell’inizio con chiusura15 minuti dopo l’inizio. 

Condizioni di vendita online su Vivaticket

La provvigione sull’acquisto online su Vivaticket di biglietti per gli spettacoli prodotti dalla Fondazione Teatro Carlo Felice è di 2 euro fissi per ogni biglietto di ogni ordine e tipo.

Vendita telefonica con carta di credito

Call Center Vivaticket  892.234
Per chi chiama dall’estero: +39.041.2719035
Il servizio è attivo dal lunedì al venerdì 8.30/19.00 – sabato 8.00/14.00
L’operatore invierà all’utente un link ai fini dell’inserimento del numero della carta di credito e CVV, e al termine del processo il suo biglietto elettronico.

Si informa il gentile pubblico che il Center Vivaticket è abilitato alla vendita di tutti gli spettacoli in cartellone del TCF.
Le abilitazioni riguardano la possibilità di vendere oltre ai biglietti interi, i biglietti ridotti over 60 under 30 e under 18 e le promozioni in corso.

I biglietti acquistati su Vivaticket (print@home) non hanno necessità di conversione presso la biglietteria. 

Voucher

I voucher emessi dalla Fondazione Teatro Carlo Felice possono essere utilizzati per acquistare i biglietti degli spettacoli organizzati dalla Fondazione in programma.

BIOGRAFIE

Jordi Bernàcer inizia a studiare musica all’età di sei anni, si diploma in flauto al Conservatorio di Valencia e in direzione d’orchestra con il massimo dei voti al Conservatorio di Vienna, sotto la guida di Georg Mark e Reinhard Schwarz. 

È stato assistente di Maestri come Riccardo Chailly, Sir Andrew Davis, Valery Gergiev, Nicola Luisotti, Zubin Mehta, Georges Prêtre e, in particolare, di Lorin Maazel che nel 2007 lo nomina Associate Conductor al Castleton Festival. Nel 2015 diviene Resident Conductor della San Francisco Opera, ricoprendo l’incarico per tre stagioni. Dopo il suo debutto al Palau de les Arts di Valencia con Manon di Massenet, nel 2010 dirige regolarmente in diversi prestigiosi teatri, tra cui il Teatro Real di Madrid, la Deutsche Oper di Berlino, la Semperoper di Dresda, il Teatro San Carlo di Napoli, l’Opera di Roma, l’Arena di Verona, la Los Angeles Opera, la San Francisco Opera, il Teatro Mariinski di San Pietroburgo, l’Opéra Royal de Wallonie, la Royal Opera House Muscat.

È presente in importanti Festival: Abu Dhabi Classic, La Coruña, Peralada, Santander, Valle d’Itria. Attivo nel repertorio sinfonico, è ospite delle principali orchestre spagnole – tra cui l’Orquesta Nacional de España, la Sinfónica de la RTVE, la Nacional de Catalunya, la Sinfónica de Tenerife – della Baden-Baden Philharmonie, la Kammerorchester Berlin, la Filarmonica Arturo Toscanini di Parma, la Sinfonica Nazionale di Estonia, la Sinfonica Statale di Lituania, la Budapest Philharmonic Orchestra, la Sinfonica di Szeged, la Sinfonica Savaria, l’Orchestra da camera di Praga.

Dal 2012 consolida il sodalizio con Plácido Domingo, che dirige spesso in concerti e produzioni operistiche.

Ha inciso per Warner Classics e diretto i Carmina Burana con la coreografia di Shen Wei al Teatro San Carlo di Napoli, registrati in video dalla RAI. I suoi prossimi impegni includono Turandot a Torino, Rigoletto a Genova, Nabucco a Madrid e per il Festival di Peralada, Roméo et Juliette a Bari. 

Rolando Panerai è stato un baritono e regista teatrale. Nato a Campi Bisenzio, iniziò lo studio del canto a Firenze, prima privatamente e poi presso il centro di avviamento lirico del Teatro Comunale; nel 1947 vinse il primo Concorso di canto del Teatro Lirico Sperimentale di Spoleto, debuttando al Teatro Nuovo nel Don Pasquale di Donizetti. Durante la sua carriera si è esibito nei più grandi teatri del mondo, tra cui il Teatro alla Scala, la Royal Opera House, la Metropolitan Opera House, la Wiener Staatsoper, il Gran Teatre de Liceu, l’Opéra di Parigi, e in occasione dei Festival di Salisburgo, Edimburgo ed Aix-en-Provence.

Oltre al repertorio classico, è stato interprete di compositori post-verdiani e contemporanei. Fu anche tra i primi interpreti d’opera in televisione, prendendo parte alla prima opera trasmessa sul piccolo schermo dalla Rai il 23 aprile 1954: Il barbiere di Siviglia; nel 2000 si esibì in La traviata opera-film trasmesso da Parigi in diretta in più di cento Paesi. Il suo repertorio comprende diverse interpretazioni verdiane: Rigoletto, Falstaff, Il trovatore, La traviata e Don Carlo. Fra le prime teatrali assolute a cui prese parte: il postumo Angelo di fuoco di Prokof’ev, Il calzare d’argento di Pizzetti, Il buon soldato Svejk di Turchi e L’ombra dell’asino di Richard Strauss. Nel 1972 debuttò nella regia teatrale, dirigendo a Genova Il campanello di Donizetti.

In veste di regista ha diretto diversi titoli pucciniani, Gianni Schicchi, La Bohème, Madama Butterfly e i verdiani La Traviata e Rigoletto. Nonostante l’intensa attività di regista, non abbandonò mai completamente il canto, e continuò ad esibirsi anche in età avanzata. Nell’ottobre 2014, in occasione del suo novantesimo compleanno, il Maggio Musicale Fiorentino organizzò in suo onore una serata con arie da lui interpretate in carriera tratte da opere di Rossini, Massenet, Verdi, Donizetti e Puccini. Più recentemente, nell’aprile 2019 ha diretto un ennesimo allestimento del Gianni Schicchi al Teatro Carlo Felice di Genova. 

Regista, scenografa, costumista e scrittrice di origine irlandese ma italiana di adozione, Vivien Hewitt ha curato oltre 70 allestimenti d’opera in Europa, in Asia e in America.

Per il Teatro Carlo Felice ha messo in scena Il barbiere di Siviglia e Madama Butterfly all’Arena del Mare. Ha curato numerosi allestimenti per il Festival Puccini, il Bunka Kai Kan di Tokyo, il Kobe International Arts Center, la Nagasaki Brick Hall, il Seoul Arts Center, la Baltimore Opera, il Wiesbaden Maifestspiel, il Teatro Manoel di Malta, il Teatro Municipal di Lima e il Teatro Solìs di Montevideo, il Teatro Sesi di Porto Alegre, mettendo in scena titoli come: Il barbiere di Siviglia, Otello, Lucia di Lammermoor, L’elisir d’amore, Le convenienze teatrali, Rigoletto, La Traviata, Il Trovatore, Don Carlo, Cavalleria Rusticana, Sì di Mascagni, Pagliacci, Edgar, La Bohème, Tosca, Madama Butterfly, Gianni Schicchi, Suor Angelica, Turandot. Si è cimentata con titoli rari come L’Ormindio di Cavalli, The Fairy Queen di Purcell, Il campanello di Donizetti, La Serva Padrona di Pergolesi, La Voix Humaine di Poulenc, La serva e l’ussero di Luigi Ricci e La Belle Hélène di Offenbach, Facciamo un’opera di Britten, Snow White di Luigi Zaninelli e Pinocchio di Natalia Valli.

Ha curato produzioni per il Teatro del Maggio Musicale Fiorentino, il Teatro Argentina di Roma, il Teatro Verdi di Pisa, Il Teatro Goldoni di Livorno, il Teatro Comunale di Ferrara, il Teatro Pavarotti Freni di Modena, il Teatro Magnani di Fidenza, il Teatro Rendano di Cosenza, il Teatro Caniglia di Sulmona e il Festival Illica di Castell’Arquato di cui è stata fondatrice e direttrice artistica 2009-2019. 

Ha diretto e collaborato con artisti quali Bocelli, Licitra, La Scola, Armiliato, Dessì, Feola, Gasdia, Hui He, Villarroel, Machaidze, Gallardo Domas, Nucci, Cavaletti, Viviani, Gallo, Panerai, Milnes, Pons, Zancanaro, Ghiuselev oltre a direttori quali Luisi, Mariotti, Ciampa, Morandi, Ranzani, Galli, Mercurio, Licata e Guadagno. Ha affiancato il grande baritono Rolando Panerai per le sue produzioni al Teatro Carlo Felice, al Festival Puccini e al Teatro Rendano di Cosenza. È autrice di La Terra di Puccini, la prima guida artistica a stabilire l’itinerario pucciniano oggi riconosciuto a livello nazionale, e sceneggiatrice e regista del documentario Puccini, luoghi e suggestioni.  Le monografie I Teatri di Livorno tra Illuminismo e Risorgimento 1782-1848 e Caruso, Puccini e il gobbo fiammiferaio, commissionati dal Comune di Livorno gettano nuova luce sull’intensa vita artistica musicale del porto franco in epoca granducale e sull’ascesa professionale di Enrico Caruso tra il 1897 e il 1899.

È autrice e regista di numerose drammatizzazioni storico-musicali dedicate a Giacomo Puccini, Luigi Illica, Maria Malibran, Vincenzo Bellini ed Enrico Caruso: spettacoli che nascono sempre da ricerche nelle fonti primarie come lettere, interviste e testimonianze dirette. Ha organizzato concerti e gala presso il Gran Teatre de Liceu di Barcellona, il Teatro Fortuny di Reus, l’Opera di Nice, il Teatro del Maggio Musicale, il Festival Puccini, Bozart di Bruxelles, Greater Miami Opera, Nagasaki Civic Hall, Tokyo Ueno Hall e molte altre sale prestigiose.