ReWriters: tempo di nuove collezioni, esce il numero sulla moda

È stato lanciato in questi giorni, in occasione della prima edizione del ReWriters Fest, il numero di ReWriters dedicato alla moda, con l’intrigante copertina del poeta e artista di strada Ivan Tresoldi, in arte Ivan: alla ricerca della moda che diventa arte e, come tale, nella sua riscoperta di senso va oltre l’effimero e racconta persone e pensieri, anticipando il domani e riscrivendo, quindi, l’immaginario della contemporaneità, obiettivo e filo rosso di ReWriters.

Il volume è curato da Antonella Matarrese, curatrice del mag-book (giorna-libro) e caposervizio di Panorama, che – attraverso i numerosi contributi del volume – va alla ricerca delle tracce di quella moda che va oltre la concretezza dell’oggetto e del suo possesso: che è idea, pensiero, in definitiva metaverso. E che, al di là delle contorsioni di una realtà virtuale parallela e volatile, riscopre così il suo spessore di opera artistica. Come ci spiega la stessa Matarrese nella prefazione al volume “Il fatto che la moda, come l’arte, si sia avvicinata all’economia metaverso, al di là di che cosa questo potrà comportare, è la dimostrazione di quanto sia calata nella realtà del suo tempo e di come riesca con la velocità del suo linguaggio a interpretarlo per riscriverne i codici.

E ancora: il sapere sulla moda non è in contraddizione con il fare moda. Non a caso MagBook fra i tanti contributor vanta anche diversi designer ovvero direttori creativi di maison con un certo peso specifico nel panorama della moda internazionale. Quello che emerge dai loro interventi è una preparazione teorica e un’analisi critica complementare alla loro competenza stilistica e alla loro creatività. Perché la moda non può più essere intesa semplicemente come abbigliamento ma come uno strumento interpretativo del sociale, come una lente attraverso la quale leggere la contemporaneità, e in questo ha un potere – e dunque una responsabilità importante – nella riscrittura dell’immaginario. Gli altri interventi firmati da critici noti del giornalismo di moda – oltre a studiosi e accademici – offrono spunti di riflessione sulla complessità dei discorsi della moda e sulla moda, e sulla pluralità di un settore che rappresenta la seconda voce del bilancio nazionale del nostro Paese. Con la conclusione che la moda è una parte essenziale delle attività immaginative della nostra cultura esattamente come il cinema, la letteratura e la musica. La copertina è un’opera d’arte realizzata in esclusiva per questo numero da firma di ivan, il più quotato poeta street del mondo.

Di seguito i nomi di tutti i contributors del volume:
Antonella Matarrese, curatrice e caposervizio di PanoramaAaron Nachtailer, artista argentino. Ha iniziato la sua carriera come stilista e textile designer e ha vinto il concorso di Vogue Italia nel 2015. Direttore Artistico di Maison Random; Maria Grazia Vernuccio, giornalista e curatrice del patrimonio fotografico di Bob Krieger; Marco Morello, giornalista di PanoramaNicola Brognano, stilista e direttore creativo di Blumarine; Angelo Flaccavento, critico di moda, firma di punta per The Business of Fashion, per Il Sole 24 Ore nonché editor at large per Vogue ItaliaDaniela Fedi, scrittrice, giornalista e critica di moda per Il GiornaleManuela Rossi, direttrice dei Musei di Palazzo dei Pio e curatrice della mostra Habitus. Indossare la libertàFiorenza Sprezzapria, ricercatrice di colori e tendenze per varie aziende, è docente di Fashion designer al Politecnico di MilanoCaterina Roppo, fashion e graphic designer, è la responsabile della ricerca e sviluppo delle tendenze per Milano Unica, la fiera di tessuti più importante al mondo; Eleonora Santamaria, scrittrice e blogger; Anna Maria Giano, giornalista per VogueAmedeo Piccione, founder del brand Peech e partner di Pitti ImmagineCarlo Mengucci, direttore comunicazione e marketing del marchio EtroMassimo Giorgetti, founder del brand MSGM e di Ordet, uno spazio di arte contemporanea e design sperimentale; Alessandro Enriquez, founder dell’omonimo brand di abbigliamento; Alessandro Dell’Acqua, designer, direttore creativo e fondatore N.21Anna Maria Giano, giornalista per VogueEsquireID e altre testate indipendenti; Michele Ciavarella, giornalista, caporedattore di Style Magazine, Corriere della Sera e critico di moda; Severino Salvemini, economista, accademico dell’Università Bocconi di Milano; Riccardo Sarlo, senior editor della rivista indipendente WRPD Magazine.

Chi sono i Rewriters?
I Rewriters sono i riscrittori e le riscrittrici dell’immaginario della contemporaneità attraverso una forma di attivismo vocazionale laico. Il mondo è cambiato, è in atto una rivoluzione. Solo chi non vuole vederla non la vive. Tante persone, sparse in luoghi differenti, da sole o insieme ad altre, hanno iniziato a costruire nuovi universi di senso, a disegnare altri panorami culturali. La sveglia è suonata, i limiti possono diventare orizzonti, gli atti solitari una visione condivisa: a partire da sè, ma in relazione agli altri, nell’ascolto, nel dialogo, nella condivisione. Ci piace l’idea di accendere con luci brillanti quello che sembra già visto e, se è vero che le differenze sono un valore, che un punto di vista è solo la vista da un punto, per noi quello della molteplicità è l’unica via. È ovvio che per raggiungere obiettivi come questi ci sia bisogno del pensiero divergente, creativo, laterale, ma per noi, forse, neanche questo è abbastanza: in un mondo dove trasgredire è diventato regola, non ci interessa la trasgressione perché non ci interessano le regole. Vogliamo piuttosto usare intuizione e consapevolezza come metodo e la memoria come sfida al futuro. E dato che tutto cambia ogni settimana, ogni giorno, ogni ora, dato che l’arte cambia, come la scrittura, la musica, il cinema, il teatro, la politica, la cucina, le immagini, l’ambiente, la vita, i Rewriters sono una comunità che si interessa di tutto quello che c’è perché tutto è importante. Basta aprire le orecchie, gli occhi, basta alzare le antenne e lasciarsi andare al flusso. Per accorgersi che niente è più come prima e che c’è tutto da reinventare. Forti di questa consapevolezza, dopo oltre un anno di incontri on line ed infinite chiacchierate dietro ad uno schermo, il ReWriters fest. sarà lo spaziotempo in cui dare forma alla riscrittura dell’immaginario usando il solo linguaggio che cambia il pensiero, dunque la realtà, quello che arriva dritto al cuore, attraverso la musica, la cultura, l’arte e la lettura.