Renesto: “Fare musica significa pensare sempre al giorno dopo”

Renesto ci parla dei suoi progetti futuri, tra cui un live in definizione, e dei passi importanti che hanno caratterizzato la sua carriera, incentrata esclusivamente sulla forza espressiva della musica.

Hai già dei progetti pronti per esibirti live prossimamente?                                    Sì, abbiamo un “live” pronto che stiamo affinando ed ampliando con brani nuovi che stiamo già registrando in studio; per ora saremo in tre, io, Emanuele Zullo alla chitarra e Andrea Marchesin al basso.

Qual è l’esperienza più bella che ti porti dietro da tutti questi anni di attività?      Di esperienze belle, alcune bellissime ce ne sono state tante; mi piace pensare che tante debbano ancora arrivare. Ecco, fare musica significa pensare sempre al giorno dopo, crescere, perseguire un progetto con tutte le nostre forze.

Quanto sono importanti Michele Guberti e Federico Viola per la realizzazione dei tuoi brani? Ti danno spesso dritte oppure consigli?
Loro sono stati fondamentali, quando ci siamo trovati ad ascoltare i provini che mi ero registrato a casa mi hanno indirizzato sulle sonorità più consone alla mia persona, sul modo di cantare visto che fino ad allora avevo fatto solo cori, oltre che a partecipare come musicisti sulla realizzazione delle canzoni.

Qual è il vantaggio principale di avere una carriera solista rispetto al lavoro in gruppo?                                                                                                             L’enorme vantaggio credo stia nella scrittura, mi sento molto più libero di parlare di me e di ciò che mi accade intorno; poi il risultato è sempre di un gruppo, tendo sempre a confrontarmi con i musicisti che suonano con me e con chi mi produce il lavoro a livello artistico.