Relief: tra ironia e ricerca sonora, “Cristalli Liquidi” racconta l’amore nell’epoca delle proiezioni

Con “Cristalli Liquidi”, i Relief trasformano sonorità ibride e atmosfere contemporanee in un racconto dedicato all’idealizzazione amorosa e alle relazioni filtrate dalle aspettative. Tra strumenti acustici, elettronica e un approccio che unisce leggerezza e profondità, la band costruisce un brano che riflette sulle difficoltà di distinguere ciò che è reale da ciò che proiettiamo sugli altri.

In questa intervista per Oltre Le Colonne, i Relief parlano della nascita del singolo, del loro equilibrio tra passato e presente e dell’energia che “Cristalli Liquidi” assume dal vivo.

“Cristalli Liquidi” parla di idealizzazione amorosa in un’epoca dominata da immagini e proiezioni. Pensate che oggi sia più difficile distinguere ciò che è reale?
Sì, perché oggi siamo continuamente esposti a versioni costruite della realtà. Non solo online: anche nelle relazioni quotidiane spesso proiettiamo aspettative e fantasie sugli altri.

Nonostante i temi profondi, nella vostra musica c’è sempre anche una componente ironica. Quanto è importante per voi non prendervi troppo sul serio?
Moltissimo. Pensiamo che l’ironia sia un modo intelligente di affrontare anche temi complessi senza perdere leggerezza e umanità.

La vostra musica unisce elementi vintage e contemporanei. Come riuscite a mantenere questo equilibrio senza cadere nella nostalgia?
Cerchiamo di usare le influenze del passato come strumenti espressivi, non come rifugio nostalgico. L’obiettivo è sempre creare qualcosa che suoni vivo e contemporaneo.

Il brano nasce da una mattinata apparentemente normale trasformata improvvisamente in ispirazione. Quanto conta l’istinto nel vostro processo creativo?
Dipende dai casi, a volte l’istinto guida quasi totalmente la nascita di una canzone e la sua emotività, altre volte invece l’emozione che trasmette un brano è il risultato di un processo più sperimentale di combinazione di elementi diversi che sommati tra loro riescono comunque ad arrivare all’ascoltatore.

Dal vivo che tipo di energia assume “Cristalli Liquidi” rispetto alla versione in studio?
Dal vivo diventa più fisica e spontanea e ci piace pensare che sia uno dei brani più rappresentativi della band e delle nostre capacità sul palco. Non a caso spesso chiudiamo le nostre esibizioni con Cristalli Liquidi.
P.S: Per sentire i nostri assoli alla fine dovreste venirci a sentire in live!

Nel vostro sound convivono strumenti acustici ed elettronici. Quanto vi interessa sperimentare dal punto di vista timbrico?
Molto. Ci piace creare contrasti tra elementi organici e suoni più artificiali o moderni, soprattutto quando aiutano a raccontare meglio l’atmosfera del pezzo.

Dopo questo debutto, quale direzione immaginate per i prossimi singoli dei Relief?
Sicuramente vogliamo continuare a evolverci senza perdere identità. Ci interessa esplorare nuovi suoni e nuove forme narrative mantenendo però riconoscibile il mondo Relief. Attualmente stiamo lavorando ai nostri prossimi due singoli, con la produzione artistica di Massimo Calabrese e Marco Lecci.