Proiezione del film “Brutti e cattivi” e del cortometraggio “Via Balilla” alla Biblioteca Gianni Rodari di Roma

Proiezione del film “Brutti e cattivi” e del cortometraggio “Via Balilla” alla Biblioteca Gianni Rodari di Roma

Proiezione del film “Brutti e cattivi” e del cortometraggio “Via Balilla” alla Biblioteca Gianni Rodari di Roma – Lunedì 9 aprile ore 17 appuntamento con la proiezione del cortometraggio “Via Balilla” alla presenza del Regista Marco Polimeni, a seguire il film “Brutti e Cattivi” di Cosimo Gomez alla Biblioteca Gianni Rodari di Via Francesco Tovaglieri 237/a 00155 Roma

“Via Balilla”  è un micro-documentario su Via Balilla, una piccola via nel multietnico quartiere Esquilino a Roma, dove ogni estate gli abitanti organizzano spontaneamente una festa di vicinato aperta anche a chi ci capita per caso. Premiato come miglior cortometraggio al Festival “Mamma Roma e i suoi quartieri 2016”.
“Brutti e cattivi” di Cosimo Govez con Claudio Santamaria – trailer –.

Le vicende di una banda di disabili che compie rapine. Il film ha ottenuto 6 candidature a David di Donatello:

Periferia di Roma. Un mendicante paraplegico soprannominato il Papero, con la complicità di sua moglie, una bellissima donna senza braccia detta la Ballerina, del suo accompagnatore, un tossico rastaman detto il Merda e di un nano rapper il cui nome d’arte è Plissé, mette a segno una rapina nella banca dove il boss di un potente clan mafioso cinese nasconde i proventi delle sue attività illecite. Dopo il colpo però le cose si complicano.

Recensione

Non è una sorpresa che il film di Cosimo Gomez, esagerato già nei cartelloni e in come trucca i suoi attori, sia il film sorpresa di questa stagione italiana. Brutti e Cattivi arriva a Venezia (nella sezione Orizzonti) mentre il festival volge alla chiusura e porta un colpo di genere e demenziale molto atteso, con una storia di rapine, fughe e inganni tra la periferia e la parrocchia. La versione paradossale delle ambientazioni del solito cinema italiano.

Eppure il dettaglio meno consueto e prevedibile di Brutti e Cattivi non è il look assurdo dei personaggi (quello è semmai il più godereccio) quanto il rapporto particolare e malato che questi hanno con la religione. Non la religione istituzionale ma quella dei culti periferici, tra il deviato e l’improbabile, versioni deformi delle vere religioni nate e fiorite ai margini della società, in quelle che sono vere e proprie discariche umane.

Sembra insomma il medesimo bacino umano marginale in cui si muovono le gemelle di Indivisibili, quei posti in cui si mescolano l’immigrazione straniera e la disperazione nazionale, però qui all’insegna del ridicolo.

In Brutti e Cattivi i preti raccolgono le speranze e le canalizzano in culti personali per dominare i propri fedeli e se Indivisibili aveva quasi timore di questi personaggi per quanto sono abietti, a Cosimo Gomez invece quest’umanità che mescola immigrati, storpi, fattoni e nani come fossero una comunità fa ridere per quanto è kitsch.

E del resto tutto il film gioca con il cattivo gusto, ne abusa per i suoi fini, per far ridere e per dare credibilità all’assurda casualità che domina la storia.

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