Poesia intesa come incessante discorso con l’anima nei “Frammenti di anima” di Grazia Depedri

È da poco in libreria, sia in formato cartaceo che in eBook, il libro di poesie “Frammenti di anima” di Grazia Depedri. Editato dalla Aletti nella collana “I diamanti”, il volume gode della prestigiosa prefazione dell’intellettuale libanese Hafez Haidar, tra i più importanti traduttori di Gibran.
L’autrice, che risiede a Londra dove ha conseguito un Master in Applied Translation Studies presso la London Metropolitan University, accompagna il lettore nell’affascinante e intenso viaggio interiore. Un percorso prezioso, in cui entra in contatto con la propria anima per camminare sui binari della consapevolezza, della pienezza e della verità. «Quando scrivo poesie, dipingo o creo una coreografia. Mi connetto con il mio centro e trasformo alchemicamente in arte le energie delle mie esperienze sensoriali» ha confessato Depedri.

In accordo con le correnti di pensiero orientale, secondo cui l’anima può lasciare frammenti di sé in esperienze molto intense, gioiose o anche traumatiche – anche nelle vite passate e anche senza consapevolezza razionale – Depedri considera un privilegio quando i frammenti si recuperano con autocoscienza. «Le mie poesie e le mie immagini sono la manifestazione artistica di questi frammenti».

Grazia si propone con la determinazione di chi ha già maturato un curriculum di tutto rispetto in ambito letterario. Come si legge anche nelle note riportate nel testo di retro copertina, ha esordito in campo letterario nell’ottobre 2019 con il romanzo “Io scelgo di Vivere”, premiato con Menzione di Merito al Premio Penne Festival delle Arti. Si è poi classificata prima nella sezione Poesia Inedita alla IV edizione del Premio Luca Romano nel 2020. Quell’anno è stato prolifico di successi, avendo conseguito varie Menzioni di Merito in diversi concorsi letterari nazionali ed internazionali.

È un risultato raggiunto con naturalezza; la naturalezza di chi è riuscito a sintonizzarsi con il mondo reale, alimentandone l’intensità. «La realtà per me è imprescindibile come palcoscenico delle esperienze sensoriali che successivamente la mia realtà interiore alchimizza. Ho voluto catturare e salvare la magia di un momento dall’oblio del tempo» ha spiegato Depedri. La poetessa spera in una sorta di trasmissione telepatica dell’intensità percepita affinché chiunque possa sperimentarla nel proprio vissuto, connettendosi con la propria interiorità.
D’altronde, nei versi di Grazia è ben chiaro quanto sostenuto a più voci da molti cultori della quinta arte: che la poesia mette ognuno di fronte alla propria anima liberata dal superfluo e lo avvicina al nucleo più intimo e profondo dell’essere. Quello in cui risiede la propria unicità.

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