“Piccoli Boati” (Sugar), il primo EP di Tananai

“Piccoli Boati” (Sugar), il primo EP di Tananai – E’ uscito su tutte le piattaforme digitali “Piccoli Boati” (Sugar), il primo EP di Tananai, giovane e talentuoso cantautore milanese dallo stile deciso, originale e sarcastico.

“”Piccoli Boati”, come tutto quello che di buono mi è successo negli ultimi anni, nasce di notte e deriva da un’incomprensione, una curiosità. Era tardi, avevo appena inviato un nuovo pezzo a Giorgia, la mia manager, che mi ha risposto mezza addormentata dicendo che le piacevano “quei piccoli boati” del vocoder usato nella canzone. racconta Tananai “Piccoli Boati” significa tante cose: è un ossimoro e una sinestesia, il risultato di notti insonni e sacrifici. Queste canzoni descrivono il mio quotidiano, sono leggere ma allo stesso tempo profonde: la vita di tutti i giorni è la cosa più importante che abbiamo e determina la persona che sono diventato.”

“Piccoli Boati” contiene, oltre l’ultimo singolo “Giugno” cinque brani inediti “Il Seno Sinistro”, “Paglie”, “10K scale”, Bidet” e “Saturnalia” che racchiudono tutto il mondo musicale dell’artista e raccontano la sua parte più intima. La scrittura di Tananai si caratterizza per l’espressione di un punto di vista moderno che passa attraverso testi intensi, che sanno emozionare e comunicare in modo diretto e senza filtri.

L’EP arriva sull’onda del successo di “Giugno”; il brano è stato infatti inserito nelle playlist più ricercate di Spotify e in pochissimi giorni ha già superato i 200mila stream.

IL SENO SINISTRO

“Voglio quello che proteggi sotto il seno sinistro”: un pezzo che parla d’amore in modo così semplice da risultare elaborato. L’innamoramento e la dolcezza dei primi momenti, la paura di fidarsi, i gesti sacri e profani dell’amore in contrapposizione e in sintonia.

Con una base semplice ma ragionata (ed estremamente efficace) e una voce leggera e vellutata, Tananai rende facile innamorarsi e aprire le porte blindate che proteggono il cuore, sotto il seno sinistro.

10K SCALE

“10K scale” è un brano chiave, che testimonia e descrive la trasformazione emotiva che si verifica all’interno di una relazione in crisi: se il testo de “Il Seno Sinistro” lasciava trasparire un Tananai dolce, innamorato e speranzoso, “10K scale” dipinge un ragazzo completamente diverso: disilluso, ferito, arrabbiato per la fine di un amore. Le sonorità di questa canzone sono quasi cacofoniche, a sostegno del testo sofferto, feroce e straziato.

Il pezzo termina con un omaggio alla poesia “Ho sceso, dandoti il braccio, almeno un milione di scale” di Eugenio Montale, che dona inoltre il titolo alla canzone stessa, e lascia l’ascoltatore con un senso di incompiuto e vuoto esistenziale.

SATURNALIA

Saturnalia è malinconia mista a speranza, che culla l’ascoltatore con parole e suoni dolceamari.

Da questa canzone emerge un Tananai combattuto, in guerra con se stesso: da un lato è ferito dalla fine di un amore sbagliato e, di conseguenza, diffidente nei confronti di una nuova conoscenza: “Stavolta giuro che non mi affeziono”; al contempo, però, è anche felice della sua presenza: “Ed io sono contento quando tu mi guardi, ed io sono contento di poter guardarti e di svegliarmi affianco a te che dormi la mattina. Tornando indietro ti vorrei incontrare prima”.

Un brano che in pochi minuti riassume perfettamente tutta la difficoltà del rialzarsi e ri-innamorarsi dopo una caduta dolorosa, dell’imparare a fidarsi di nuovo e ricominciare a provare emozioni dopo un periodo di dolore, vuoto e alienazione emotiva.

PAGLIE

Canzone che racconta del periodo in cui una relazione è terminata sì da poco, ma già da abbastanza tempo per ripercorrerla tutta con la mente, analizzare, ripensare in maniera quasi ossessiva a tutti i dettagli ed errori e porsi domande che non troveranno mai risposta.

Tananai si trova nel bel mezzo di una vera e propria “crisi di astinenza” dalla sua passata relazione, tossica e assuefacente, proprio come le sigarette che fuma.

Deve disintossicarsi e lo fa tramite questa canzone colma di tristezza e rassegnazione, caratterizzata da un accompagnamento di chitarra acustica molto dolce, così come la voce; quasi ad esorcizzare un dolore lancinante.

BIDET

La fine di una relazione porta spesso ad attraversare fasi di estrema nostalgia della quotidianità, della routine e delle cose semplici; “Bidet” descrive proprio una di queste fasi.

“Grazie tante per mancarmi come mi manca il bidet quando vado all’estero”: una mancanza forte, di un qualcosa che si è abituati ad avere nella propria quotidianità.

Il paragone è buffo, quasi ridicolo, ma molto azzeccato: quando finisce un amore si è razionalmente consapevoli del fatto che probabilmente non ci si incontrerà più; al contempo, però, lo si realizza veramente nel profondo soltanto più avanti, quando ci si accorge che alla propria routine “manca un pezzo”.

Ed è proprio quello il momento in cui la nostalgia inizia a fare male; non importa quanto sostegno e supporto morale si possa ricevere dalle persone care, la nostalgia non scemerà.

Tananai, con la sua malinconia intrinseca, spiega tutto questo e molto altro con un brano leggero e allo stesso tempo intenso, che arriva all’anima dell’ascoltatore.

Dal 6 marzo, salirà sui palchi di tutta Italia per emozionare, con quello stile tagliente e magnetico che ha già acceso riflettori sul progetto:

Venerdì 6 marzo 2020 | Parma @ Pulp

Sabato 7 marzo 2020 | Firenze @ Viper

Venerdì 13 marzo 2020 | Piacenza @ MusiciPerCaso

Sabato 14 marzo 2020 | Milano @ Ohibò

Venerdì 27 marzo 2020 | San Benedetto del Tronto (AP) @ Edelweiss

Sabato 28 marzo 2020 | Pescara @ Scumm

Venerdì 3 aprile 2020 | Ceccano (FR) @ Officine Utopia

Sabato 11 aprile 2020 | Alezio (LE) @ El Barrio Verde

Lunedì 13 aprile 2020 | Serranova (BR) @ Pascaredda Spring Festival – Limited Edition

Giovedì 23 aprile 2020 | Torino @ Off Topic

Sabato 25 aprile 2020 | Thiene (VI) @ Sede Music Festival 2020

INFO BIGLIETTI: humbleagency.it/biglietti

Tananai

[ta–na–nài] n. m. invar. gran confusione, frastuono, schiamazzo.