Perché i tedeschi vengono soprannominati crucchi?

Perché i tedeschi vengono soprannominati crucchi? – Alla ricerca delle origine del termine dispregiativo con cui identifichiamo, anche ironicamente, tutto ciò che riguarda il popolo e la cultura tedesca.

A volte capita di sentire, soprattutto da una persona anziana natia degli anni trenta, l’utilizzo di un temine dispregiativo nei confronti del popolo tedesco, ossia popolo “crucco”.
Un termine poco conosciuto dai giovani italiani, soprattutto se originari del centro – sud, che trova la sua origine durante la prima guerra mondiale sul fronte italo – austriaco.
Ci troviamo nel 1915, l’anno in cui l’Italia dichiara guerra all’Austria, uno dei più grandi imperi centrali d’Europa del XX secolo. Gli austriaci dominano non solo Trento e Trieste, ma anche una gran fetta d’Europa che dai Balcani arriva fino ai confini con l’allora Russia imperiale contando ben tredici nazioni. L’esercito era di tipo “multietnico” e oltre al tedesco, si parlavano anche le lingue locali.
I primi prigionieri di guerra del regio esercito sono gli austriaci di nazionalità serbo – croata. Ed è proprio a loro che la parola crucco trova la sua origine, in quanto i detenuti molto affamati chiedevano continuamente del “kruh” che nella loro lingua significa “pane”.
L’istruzione, soprattutto quella internazionale, non era paragonabile a quella di oggi. I dialetti superavano l’utilizzo della lingua italiana ed era difficile confrontarsi anche tra soldati dello stesso reggimento, soprattutto se le regioni di provenienza si trovavano ad una lunga distanza e quindi non riusciva a capire il significato di quella parola misteriosa.
Ed è proprio da questo mistero che la parola crucco trova la sua origine.
Tutti i prigionieri delle due potenze della Triplice Alleanza sono stati ribattezzati come “crucchi”.
Con la fine della guerra e soprattutto dopo i Trattati di Parigi, Austria e Germania perdono tutti i loro possedimenti e le terre che una volta componevano i due imperi centrali vengono ribattezzate dagli italiani come “terre crucche”.
L’accostamento alla nazione tedesca avviene, invece, durante il secondo conflitto mondiale.
La Germania di Hitler che tutti ricordiamo come Terzo Reich occupa, tra il 1933 e il 1945, il bacino dell’Europa centrale e una parte dell’est.
Una situazione simile a quella della prima guerra quando la Germania e l’Austria si dividevano il centro e l’est europeo, ma dal 1938 l’Austria era parte del Reich hitleriano.
Durante la campagna di Russia, quando i tedeschi evitarono di aiutare i loro alleati soprattutto nelle operazioni di soccorso, i soldati più anziani resuscitarono questo termine per essere poi utilizzato durante la guerra di liberazione dell’Italia dai partigiani nei confronti di tutto ciò che era tedesco.

<< Arrivano i crucchi>>, dicevano i partigiani dalle montagna per mettere in allerta i loro compagni della “Brigata Garibaldi”.
Con la fine della seconda guerra mondiale, tale termine è entrato nell’uso comune della nostra lingua e, anche se più usato nel settentrione, viene spesso citato da alcuni artisti del nostro repertorio come Francesco De Gregori nella canzone “Generale” nella strofa “la notte è crucca e assassina” e in alcuni film, come Boris – Francesco Pannofino in una scena pronuncia il termine crucchi riferendosi al goal di Del Piero durante Germania – Italia ai mondiali 2006 – e Confusi e Felici di Massimiliano Bruno, del 2014. In questo film l’attore Rocco Papaleo, nei panni di un cronista sportivo, pronuncia la parola crucchi in seguito ad un goal di Zaza nell’amichevole Italia – Germania del 2013.
Infine, viene utilizzato anche un altro termine dispregiativo per indicare gli amanti della cultura tedesca. Tale termine prende il nome di “cruccofilo”.

Articolo di Fabrizio Tosi