Per “Cinema, storie, linguaggi” l’ultimo appuntamento “Ditelo con il cinema”

Per “Cinema, storie, linguaggi” l’ultimo appuntamento “Ditelo con il cinema”

Per “Cinema, storie, linguaggi” l’ultimo appuntamento “Ditelo con il cinema” – Prosegue con il terzo e ultimo appuntamento il ciclo di incontri “Cinema, storie e linguaggi” al Cinema Astra di Trento, promossi dalla Scuola di Management del Turismo e della Cultura di tsm-Trentino School of Management, in collaborazione con Trentino Film Commission e per conto del Servizio Attività culturali provinciale. Il terzo evento è dedicato a “Ditelo con il cinema. Dare forma all’invisibile tra immaginario e realtà”, e vedrà l’intervento di Dario D’Incerti, regista e formatore, presidente associazione Cinelogos, autore insieme a G. Varchetta di “Schermi di formazione” – libri che affrontano i temi del management attraverso il cinema.

Appuntamento il 12 dicembre all’Astra di Trento a partire dalle 19, ingresso libero e gratuito fino a esaurimento posti.

Dopo il primo incontro di introduzione al linguaggio cinematografico con il professor Mario Brenta (30 ott) e il secondo dedicato alle molteplici letture dell’opera del regista Woody Allen a cura di Stefano Brenna (28 nov), il terzo appuntamento del 12 dicembre, con Dario D’Incerti, tratta del cinema come strumento di formazione e di lettura della realtà.

Da sempre, in maniera più o meno consapevole, tutti noi attingiamo a piene mani dall’immenso serbatoio di storie, volti e immagini di cui la celluloide ci ha riempito la vita. Il cinema è divenuto così uno dei componenti principali del nostro immaginario: i suoi racconti, i suoi ambienti, le sue icone condensano e rappresentano i grandi temi della vita sociale e conferiscono efficacia visiva ad aspetti fondamentali del dibattito culturale. È da queste premesse che prende vita la terza serata del ciclo Cinema, storie, linguaggi, nella quale cercheremo di esplorare come e quanto siamo tutti immersi in un universo citazionista, in un continuo rimbalzare di idee e concetti di cui si è persa la cognizione dell’origine e in un mediascape in cui è stata abbandonata da tempo la distinzione fra cultura “alta” e cultura di massa; un vortice infinito di suoni e colori che dal cinema trae gran parte dei suoi contenuti e delle sue suggestioni.

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