Operazione antibracconaggio in bassa Valsugana

Operazione antibracconaggio in bassa Valsugana – Un’operazione congiunta fra personale del Corpo forestale trentino, guardiacaccia dell’Associazione cacciatori, custodi forestali e militari della Guardia di Finanza ha portato, domenica scorsa, alla denuncia di quattro persone per reati in materia venatoria, di detenzione di armi e munizioni, e al conseguente sequestro di armi, trofei, lacci ed altri mezzi vietati per la caccia, a Marter di Roncegno.

Un’operazione complessa, partita da una segnalazione degli agenti dell’Associazione cacciatori trentini al personale della Stazione forestale di Borgo la scorsa primavera durante l’ultimo censimento del camoscio. I guardiacaccia, infatti, si erano accorti di un esemplare che vagava sulla Creta, la montagna a nord dell’abitato di Marter, con un laccio d’acciaio impigliato in un corno. Si è quindi subito attivato un monitoraggio intensivo, che si è protratto per oltre nove mesi e che ha impegnato, in una proficua collaborazione, forestali, guardiacaccia e custodi forestali, determinati ad individuare i responsabili del gesto criminoso. Azioni come questa, infatti, risultano particolarmente disprezzabili, perché con il loro operato i bracconieri avrebbero potuto potenzialmente distruggere l’esigua popolazione di camoscio presente in zona, senza neanche trarne un vantaggio in termini di utilizzazione della carne. E ne è prova il fatto che, una volta messi i lacci, questi non venivano nemmeno controllati regolarmente per un eventuale recupero della selvaggina catturata, con il risultato che le carcasse restavano a deteriorarsi sul posto per svariati mesi, rendendo particolarmente difficile e logorante l’attività di controllo.

 

Il monitoraggio ha permesso infine l’osservazione di due residenti nella frazione Marter, già noti agli agenti che hanno condotto le indagini (uno dei due era stato arrestato nel 2010 per reati relativi alle armi), mentre erano impegnati ad armare i lacci per la cattura di camosci sulle pendici del Sasso Alto nella Creta. Alla intensa attività di sorveglianza è seguita la perquisizione delle loro abitazioni, disposta su mandato dell’Autorità Giudiziaria, che ha portato al rinvenimento e al sequestro di: lacci compatibili con quelli sequestrati in località Creta, lacci in crine di cavallo per l’uccellagione, una rete da uccellagione, vischio, 50 trofei vari di ungulati senza certificato di origine, tagliole, 4 fucili di cui uno, calibro 22 l.r., vietato per l’esercizio venatorio, dotato di silenziatore artigianale e visore notturno ad infrarossi, numerosi colpi a palla e munizionamento da guerra non denunciati. Sono stati rinvenuti anche alcuni fringillidi e carne di selvaggina per identificare la quale è stato chiesto il supporto del veterinario dell’Azienda sanitaria. In seguito alle perquisizioni sono state denunciate altre due persone, per arrivare, in totale, a quattro persone.
Durante l’operazione è stata trovata inoltre una distilleria clandestina e si è proceduto al sequestro di un alambicco e di circa 320 litri di grappa, grazie al supporto dei militari della Guardia di Finanza della Compagnia di Rovereto. Elementi utili a queste indagini erano stati precedentemente acquisiti presso la Stazione Carabinieri di Roncegno.

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