“Oggi” è la tana sicura di juanito, la paranoia

Tra vulnerabilità e rinascita, il brano “Oggi” riflette il momento in cui si smette di fuggire da sé stessi.

In questa intervista, juanito, la paranoia ci parla del suo processo creativo, della produzione curata da T.N.Y. e Condoleo e del desiderio di costruire un luogo emotivo per chi ascolta.

In “Oggi” sembra esserci una fotografia emotiva più che un racconto lineare. Qual è la sensazione che hai voluto rendere indelebile nel brano?

Le braccia pesanti e la gola attanagliata che si presentano appena prima della fine di una relazione

Il ritmo ha un passo veloce ma malinconico, quasi come un ricordo che non si lascia afferrare. Come hai bilanciato vulnerabilità e movimento?

È un urlo di liberazione.

La tua scrittura attinge da influenze diverse, tra pop cantautorale, rap, introspezione e immaginario urbano. Cosa ti ha portato a fondere questi linguaggi in un’unica visione?

È dovuto al fatto che faccio mille cose, mi inquino di esperienze e discorsi diametralmente opposti, nella contraddizione e nel caos si cela la mia persona e da questi due pozzi attingo per produrre arte.

Che ruolo ha avuto la produzione nella costruzione dell’atmosfera? Ti sei lasciato guidare o l’idea era già chiara fin dall’inizio?

TNY e Lorenzo Condoleo sono i miei caronte, sanno dove portarmi per ottenere il miglior risultato dai miei demoni.

Come vedi la tua carriera nei prossimi anni? C’è un obiettivo che senti di voler raggiungere con urgenza?

Stare bene, il resto sarà felice conseguenza.

Se dentro “Oggi” c’è un messaggio nascosto che solo alcuni percepiranno, quale speri sia?

Come la morte dignifica la vita, la fine di una relazione aumenta il valore di ogni attimo che la condisce.

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