Nepal in Vespa: da Conegliano all’estremo Oriente, un’avventura a ruota libera

Metti un manager e imprenditore che decide di prendersi un tempo (lungo) per sé. Aggiungi la voglia di osare e di andare. Ecco in estrema sintesi la storia di Gianluca Pellegrinelli che tra maggio e luglio – a bordo della sua Vespa dell’81 – ha percorso 12mila km in solitaria tra Italia e Nepal, vivendo vere e proprie avventure on the road. Le ha raccolte in un libro, un diario di viaggio ricco di aneddoti che sarà presentato il 29 settembre a Conegliano, e che sarà acquistabile online e in libreria.

Che bello sarebbe fare il giro del mondo in moto”. Tanti lo hanno pensato, ma Gianluca Pellegrinelli è uno dei pochi che ci ha provato sul serio. La sua è la storia di un uomo – un manager e imprenditore devoto al lavoro – che, superato il “mezzo del cammin di sua vita”, decide di rallentare e cambiare strada. “Nepal in Vespa” è il racconto di un sogno apparentemente folle, che cresce e diventa un percorso accidentato e denso di colpi di scena, e infine un ricordo – inestimabile – da condividere con il pubblico.

Partito in sella alla sua Vespa il 7 maggio 2022 da Conegliano, nel trevigiano, è tornato due mesidopo, con ancora negli occhi le immagini dei paesi attraversati: Slovenia, Croazia, Montenegro, Albania, Macedonia del Nord, Grecia, Turchia, Iran, Pakistan, India e Nepal. Tutto in solitaria, perché, spiega, “è l’unico modo per sperimentare l’incontro con gli altri, immergersi nel flusso dell’esperienza in modo indipendente e al proprio ritmo”.

L’autore presenta il libro a “casa”, a Conegliano, il 29 settembre, alle 20.15, all’auditorium Dina Orsi: l’occasione per raccontare – con parole e immagini – due mesi trascorsi on the road, alle prese con dogane, amici incontrati lungo la strada, alloggi di fortuna, imprevisti – come il Pakistan attraversato con la scorta, in più di sessanta tappe estenuanti – e scoperte. Scritto immediatamente dopo il viaggio, a mente fresca, Nepal in Vespa è un caleidoscopio di colori, persone ospitali e generose, cibo e panorami indimenticabili. Può essere prenotato in libreria, o acquistato online (tramite Amazon o il sito vespup.com).

Il libro porta avanti un messaggio a cui Gianluca Pellegrinelli è molto legato. “Il lavoro assorbiva tutte le mie energie e le mie giornate, soffocava la mia libertà e mi rendeva infelice. A 55 anni ho deciso di prendere in mano la mia vita. Ed è questo l’invito che rivolgo a tutti: non è mai troppo tardi per vivere pienamente il proprio tempo. Non importa come, imparando una lingua straniera, dedicandosi a una passione, l’importante è sapere che siamo gli artefici della nostra felicità”. In serata l’autore presenterà anche la sua prossima avventura: da fine ottobre 2022 a fine febbraio 2023 viaggerà dall’Italia al Ghana per raggiungere la missione di volontariato In My Father House. Naturalmente, sempre con la sua fedele due ruote.

E proprio la sua Vespa – modello P200E del 1981 – è la vera coprotagonista del suo percorso fino in Nepal. Rossa fiammante, con i bagagli coperti dalla bandiera italiana, è immediatamente riconoscibile da chi segue il suo percorso in diretta – aggiornato quando possibile sui social e sul blog – o la incontra per strada.

Gianluca Pellegrinelli l’ha scelta come compagna di viaggio per tante ragioni, sentimentali – è un vespista nell’anima – e pratiche. Anche nei paesi più lontani suscita curiosità e genera conversazioni, è un apprezzato simbolo del Made in Italy. E inoltre permette al suo conducente di entrare in contatto con la grande famiglia internazionale dei vespisti, che in vari casi lo aiutano accogliendolo e suggerendo itinerari o officine. Un sostegno che si manifesta anche dopo il suo ritorno, con il Presidente della Fondazione Piaggio e il Presidente del Vespa World Club che firmano due prefazioni al libro.

Per dodicimila km Pellegrinelli ha attraversato deserti e città, vivendo in modo essenziale, con poco bagaglio e un programma definito a grandi linee, aggiornato di giorno in giorno. Superando i propri limiti e affermando che non è vero che il tempo è denaro, come insegna la religione della produttività ad ogni costo: è qualcosa di molto meglio.