Muchachito Y el Trio Inferno al Botanique di Bologna

Muchachito Y el Trio Inferno al Botanique di Bologna

Muchachito Y el Trio Inferno al Botanique di Bologna – Giovedì 21 giugno al BOtanique si respirerà l’atmosfera delle Ramblas. L’Estragon, alla luce del successo nella stagione invernale, ripropone infatti anche sul palco allestito ai giardini universitari di via Filippo Re le sue ormai leggendarie Fieste catalane.

 

Ad animare la prima delle due serate a tema sarà l’amico Jairo, ovvero Muchachito, che torna ad incendiare Bologna con il suo Trio Infierno. In pochi anni Muchachito è passato dal suonare da solo nei bar di Barcellona ad una “famiglia” composta da ben 20 fra musicisti, tecnici e produttori, con tanto di tour in giro per l’Europa e l’America Latina. Alle spalle ha tre album e migliaia di chilometri macinati con i suoi live.

 

Il suo è uno spettacolo davvero irresistibile a ritmo di rumba, swing, ska, reggae e dove le improvvisazioni la fanno da padrone.

 

Accompagnato dal suo inseparabile bombo (una percussione a pedale per ogni piede), con le sue veloci chitarre personalizzate e la sua voce, Muchachito è ovviamente il mattatore indiscusso dello show.

 

Apertura cancelli: ore 19,30

Inizio concerto: ore 21,30.

Ingresso gratuito.

Per informazioni: 051 19980427 (Estragon Shop), www.estragon.it

BOtanique 3.0 è inserito nel cartellone di Bé – Bologna Estate 2012

 

 

BIOGRAFIA

Muchachito, vero nome Jairo Perera Viedma, è nato a Santa Coloma de Gramenet, periferia di Barcellona, nel 1975. A sei anni decide che da grande sarà un chitarrista e inizia ad esibirsi fra le mura domestiche con cover di Peret, Gato Pérez o Michael Jackson. L’altra sua passione è il disegno e a13 anni le sue “opere” vengono pubblicate su una fanzine. Suo fratello Joni lo introduce al rock&roll, facendogli scoprire band come Johnny Guitar Watson, Stray Cats, The Blues Brothers o Jonathan Richman. Jairo inizia così a suonare con alcuni gruppi del suo quartiere, finché nel 1993 fonda i Trimelón de Naranjus, che però si sciolgono dopo 7 anni di concerti in Spagna ed Europa.

 

Jairo inizia a suonare nei pubs e qui inventa la sua Rumboxing: rumba e swing alla velocità che solo lui riesce ad imprimergli e trovando un suo personale modo di esibirsi: “un combattimento corpo a corpo con il pubblico”.

 

Nel 2003 inizia a suonare con un quartetto, con el Lere al basso, Héctor Bellino alla batteria e Josué Ciclón García alla tromba. Casualmente in una jam session lunga nove ore incontra Tito Carlos e i suoi tasti bianchi e neri, unico musicista con Jairo che resta sul palco per tutta la durata dell’esibizione. L’unione di Tito e Josué, musicisti di jazz e di studio, con el Lere, Hector Bellino e Jairo, musicisti di strada, funziona a meraviglia e spinge i cinque a formare una nuova band.

 

Aprile 2004 il momento di svolta: riempiono la Sala Apolo con un pubblico entusiasta.

 

All’inizio del 2005 pubblicano Vamos que nos Vamos, un album che sorprende tanto i media che il pubblico. Concerto dopo concerto la popolarità della band aumenta

 

Nel 2007 Jairo fonda una propria etichetta registra il secondo album, Visto lo Visto. In pochi anni Muchachito passa dal suonare nei bar a una struttura formata da una ventina di persone, tra cui musicisti, produttori e tecnici. Indipendenza totale e autoproduzione, anche se con molto lavoro in più.

 

Nel 2009 Muchachito manda la band in vacanza e si prende un anno sabbatico per riprendere contatto da vicino con il pubblico. Decide così di intraprendere un tour da solo: percussioni ai piedi, chitarra e voce.

 

2010 è l’anno in cui Muchachito si autoproduce il terzo disco, Idas y Vueltas. Un disco lavorato con molta tranquillità in cui recupera la freschezza del suo primo album. Il disco viene realizzato nel suo studio de La Cueva, a Barcellona, e nello studio La Bodega, a Jerez de la Frontera, mixato da Joe Dworniak in Inghilterra. Un cambio nella band: Manel, ex Trimelón, sostituisce Héctor Bellino.

 

Il tour successivo di Muchachito Bombo Infierno registra sold out quasi ovunque. Ma Jairo soffre di “incontinenza creativa” e si propone per una nuova performance in forma solista, Sólo Muchachito: una one-man band, in cui suona chitarra, cassa, rullante e 101 gadgets e diavolerie varie, e si presenta sul palco accompagnato da Santos de Veracruz, che partecipa a sua volta con dipinti, disegni e cantando in alcune canzoni. Con questo format in novembre arriva per la prima volta anche in Argentina.

 

Il 2011 è un anno pieno di concerti, che lo portano fuori dai confini nazionali, fra Italia, Francia, Portogallo e Gran Bretagna. Il tour terminerà il 22 ottobre a Barcellona con un concerto davanti a oltre 6000 persone.

Website: http://muchachitobomboinfierno.com

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