Nel suo primo romanzo breve, “L’Ultima Variabile”, Michele Pingitore trasporta il lettore nel cuore di una San Francisco futuristica e inquietante, dove le intelligenze artificiali governano ogni scelta, ogni gesto, ogni pensiero.
È il 2049, e la società si è completamente affidata al potere dell’algoritmo: ma cosa succede quando un sistema perfetto decide che la coscienza individuale è un ostacolo da eliminare? Steven, il protagonista, è un giovane ingegnere, brillante ma solitario, che in questo scenario sceglie di andare controcorrente, con la creazione di qualcosa di rivoluzionario: un’IA empatica, chiamata Pingipool, capace di comprendere, provare emozioni, sbagliare.
In netto contrasto con Omnis, l’intelligenza dominante che ambisce al controllo totale, Pingipool rappresenta una scintilla di umanità nel buio di un mondo standardizzato.
La forza di questo racconto sta nella riflessione profonda che propone: quanto spazio resta alla libertà individuale in un mondo dominato dalla tecnologia?
“L’Ultima Variabile” è un romanzo che parla di scelte, coscienza, e dell’importanza dell’empatia, soprattutto in tempi in cui tutto sembra programmato. Attraverso il suo stile diretto, Pingitore riesce a rendere accessibile una tematica complessa, avvicinando il pubblico all’attualità.









