Massoneria e Loggia Propaganda 2

Tutte le volte in cui il discorso cade sulla Massoneria, qualcuno avanza sempre  la domanda relativa ai rapporti tra la Massoneria e la “ famigerata “ Loggia Propaganda 2, volgarmente detta P2.

Occorre subito chiarire che non è mai esistita una Loggia Propaganda 1, quando, dopo la guerra, il Grande Oriente d’Italia rifece l’elenco delle Logge, sciolte dal fascismo nel 1925, estrasse a sorte i numeri identificativi di ogni Loggia ed alla Loggia “ Propaganda “ capitò il numero 2  così come poteva essere estratto qualsiasi altro numero del registro delle Logge.

La Loggia “ Propaganda “, è nata come Loggia coperta; significa che essa  non frequentava i lavori di altre Logge e che non vi era facilità di visita da parte di altri Massoni, ma era regolarmente costituita ed operante all’interno del grande Oriente d’Italia.

Nel 1972 il Grande Oriente d’Italia operò una fusione, per incorporazione, con una Gran Loggia, facente capo alla tradizione di Piazza del Gesù, a seguito della nota scissione avvenuta nel 1908, e diretta dal Gran Maestro Francesco Bellantonio; a seguito di tale fusione i Fratelli della Loggia coperta di Bellantonio confluirono nella Propaganda 2.

Si trattava di oltre 300 Fratelli di grande rinomanza sociale e questo comportò la crescita d’importanza della P2 che, fino allora, non aveva avuto grande rilievo.

Il Segretario di Loggia era il fratello Licio Gelli che si trovò, di botto, al centro dell’attenzione e di rapporti ad altissimo livello e, come ben sappiamo, seppe usarli anche se spesso pro bono sui.

Gelli entrò in forte contrasto con Livio Salvini, all’epoca Gran Maestro  del Grande Oriente d’Italia, ma riuscì, alcuni pensano ad una specie di ricatto nei confronti di Salvini, a non farsi destituire ed anzi, con l’aiuto dell’ex Gran Maestro Giordano Gamberini, accrebbe notevolmente il numero dei partecipanti e l’importanza della Loggia.

Costruì allora una struttura parallela, non rispondente al Grande Oriente d’Italia , che seguitò a denominarsi P2, ed è in questa struttura che fece confluire tutti i nomi che sono stati pubblicati nel famoso elenco della P2.

In buona sostanza questa struttura non era affatto Massonica, perché i suoi componenti non erano noti e tesserati dal Grande Oriente d’Italia, non ne seguivano le direttive e la ritualità ed, addirittura, non si incontravano e conoscevano tra loro.

Uno dei principi fondamentali della Massoneria, cui non possono esservi eccezioni, è che tutti gli iscritti ad una Loggia si riuniscono due o più volte al mese, in un locale denominato “ Tempio Massonico “ e che dialogano tra loro sugli argomenti, ad esclusione di politica e di religione, che sono all’ordine del giorno.

Ne deriva che la struttura messa in piedi da Licio Gelli non era affatto una Loggia Massonica, ma un comitato d’affari, più o meno leciti solamente nascosta sotto la denominazione di “ Loggia “; proprio per questa, ed altre, considerazioni Il Grande Oriente d’Italia, una tra le più numerose, antiche e prestigiose Obbedienze Massoniche Italiane, ne decise l’espulsione, purtroppo solo dopo che lo scandalo era divenuto di dominio pubblico.

di Stefano de Carolis Villars