March.: “Psicologia Pop” dritta al punto. L’intervista

Fuori dal 24 settembre il nuovo EP di March.

Pop Psychology Vol. 1

Caratterizzato da sonorità dance elettroniche e pop ballabili arricchite dal profondo significato dei testi, Pop Psychology Vol. 1 conferma il marchio di fabbrica dell’artista.
La raccolta comprende 6 brani tra cui uno in collaborazione con la modella e cantante britannica Kiera Chaplin, nipote del grande Charlie Chaplin.

Abbiamo fatto qualche domanda all’artista per scoprire di più su questo EP:
Cosa si nasconde dietro il punto? Parlaci di March. e della nascita del tuo progetto.

Il punto sta come abbreviazione di una parola, in questo caso Marcello. Molti amici anglofoni mi hanno sempre chiamato March, altri Cello. E poi sono nato a marzo, il 4. Mi piaceva il concetto. E poi, siamo onesti, c’è un altro gruppo che si chiama March senza punto; dovevo distinguermi. Il mio progetto è nato quando avevo 7 anni come sogno nel cassetto e si è concretizzato decenni dopo. Ci ho messo un po’ di tempo: scrivere e cantare le proprie canzoni significa esporsi completamente; avevo bisogno di crescere in tutti i sensi per sentirmi al sicuro. Adesso non mi ferma più niente.

Come riesci a portare avanti il tuo lavoro di psicologo e la tua musica?

Ottima domanda, grazie. Direi in parallelo. In verità io sono psicologo del lavoro, anche se a volte ho anche clienti come terapeuta. Diciamo che la psicologia è il tema di tutti i miei testi e la musica la colonna sonor adi tutte le mie giornate, lavorative e non. Non riesco a staccare le due cose; sono lati di me imprescindibili e inscindibili. Riuscire a portare avanti le due cose mi da un senso di completezza che non avevo mai sentito prima. Non potrei vivere senza questi due aspetti di me.

Pop Psychology Vol.1 non è il primo prodotto discografico in cui tratti temi relativi alla psicologia. Parlaci dettagliatamente del tuo nuovo Ep.

Il titolo è ironico, ovviamente. Come psicologo, sono sempre stato interessato al comportamento e alle emozioni umane e la mia sete di conoscenza in queste aree è inestinguibile. Come cantautore, ho sempre sentito che la musica è uno strumento meraviglioso per parlare di temi seri (e meno seri) e cercare di raggiungere quante più persone possibile con un mezzo così universale. Da qui il concetto di questo progetto e il primo ‘episodio’. Pop Psychology Vol. 1 tratta temi psicologici come i bisogni spesso contrastanti di appartenenza e di indipendenza (Love feels so much better with you), l’infatuazione e l’innamoramento (Heart in Melbourne), il dolore e il lutto (Father), l’ossessione (Erotomania) e la dissonanza cognitiva (Euphoric recall).
Ho voluto per fare un disco musicalmente più coerente rispetto al precedente (Safe & Unsound), che invece era più variegato. Ancora una volta, volevo esplorare la dicotomia di avere melodie e suoni ballabili insieme a testi significativi.