“Lunar” è tratto da “Hunting Ghosts”, album che segna una nuova tappa per i The Smoke Mirrors. Il singolo ne introduce le atmosfere, i temi e la maturità sonora, fungendo da porta d’ingresso a un progetto più ampio e stratificato.
È un piacere avervi qui. In che modo “Lunar” dialoga con il resto di “Hunting Ghosts”?
Lunar racconta un po’ il contatto tra il mondo dei sogni e quello della realtà, il tratto della solitudine “lunare” si aggancia al concetto di malinconia che è il filo conduttore del disco che tratta i temi della perdita e dei rimpianti.
Possiamo considerarlo una chiave di lettura dell’album?
Non direi, come detto è concettualmente diverso dal resto del mood del disco.
Che tipo di “fantasmi” attraversano questo nuovo lavoro?
I fantasmi del disco sono di verso tipo: persone che non ci sono più e che mancano nella realtà, persone che hanno attraversato tratti della nostra vita ed hanno lasciato una traccia che non sparisce mai del tutto e fantasmi che infestano i sogni e vanno messi a dormire per sempre.
Cosa vi ha lasciato l’esperienza in studio con Leo Marchi?
Leo ha mixato anche il nostro primo lavoro “Think Big” ed è un membro esterno aggiunto della nostra band (nonché il bassista che ha suonato in tutti i brani del disco), lo conosciamo da tanti anni e lui conosce perfettamente le nostre dinamiche e come valorizzare i suoni e la voce di Lidia, è sempre un piacere lavorare con lui, si impara sempre molto.









