Luigi “Grechi” De Gregori: da domani in radio il nuovo brano Sangue e carbone

Luigi “Grechi” De Gregori: da domani in radio il nuovo brano Sangue e carbone

Luigi “Grechi” De Gregori: da domani in radio il nuovo brano Sangue e carbone – Da domani, venerdì 28 settembre, sarà in rotazione radiofonica “Sangue e carbone (La pasiun de la mina)”, il nuovo brano di Luigi “Grechi” De Gregori, disponibile online sul suo sito web www.luigigrechi.it.

Sangue e carbone (La pasiun de la mina)”, come sulle Prealpi viene chiamato l’oscuro fascino della miniera, è il terzo brano del progetto artistico “Una canzone al mese”, per cui il 21 di ogni mese Luigi “Grechi” De Gregori propone un nuovo brano in anteprima sul suo sito web.

«Ora da noi le miniere di carbone sono chiuse, – afferma Luigi Grechi – ma tanti hanno avuto un nonno o uno zio che ha scavato nelle viscere della terra in paesi lontani, ed è a questi che è dedicata la canzone».

LUIGI “GRECHI” DE GREGORI sarà inoltre in concerto domenica 30 settembre a CREMONA in occasione del Festival “Corde e voci d’autore” (ore 14:00 – Cremona Musica Acoustic Guitar Village),venerdì 5 ottobre a MILANO presso il The Boss (ore 22:00 – Piazzale Giovanni de Agostini, 8) e venerdì 19 ottobre a TORINO presso il Folk Club (ore 21:00  Via Ettore Perrone, 3 bis).

 Luigi “Grechi” De Gregori nasce musicalmente alla fine degli anni sessanta al Folkstudio di Roma, il mitico locale di Trastevere, che fu in quel periodo l’approdo di tutta una generazione musicale d’avanguardia (ci capitarono, fra gli altri, Odetta e Bob Dylan). Del tutto disinteressato alle mode e inguaribilmente attratto dalla musica dal vivo più che dalle sale di registrazione, dobbiamo attendere qualche anno per la pubblicazione del suo primo album Accusato di libertà” (PDU 1975). E di libertà Grechi dimostrava veramente di intendersene parecchio: lo troviamo infatti in quegli anni a suonare in giro per festival alternativi e radio libere, locali e cantine: si dice, anche, a leggere i Tarocchi ai passanti e a viaggiare su e giù per l’Italia, l’Irlanda, gli Stati Uniti. A Milano fa anche il bibliotecario, come già suo padre e suo nonno, ma questo non gli impedisce di continuare a suonare e ad incidere brani corrosivi e spiazzanti come “Elogio del tabacco” “Il mio cappotto”, splendidi esempi di discografia non allineata che, seppur lontanissimi dalla hit parade, cominciano a procurargli stima e attenzione da parte di un pubblico di nicchia dal palato fine. Verso la fine degli anni ottanta lo troviamo con qualche disco in più all’attivo e con l’attività di bibliotecario ormai alle spalle. È di questo periodo “Il Bandito e il Campione”, brano portato al successo dal fratello Francesco De Gregori (Grechi, per chi non lo sapesse, è un “nom de plume”), grazie al quale Luigi Grechi si aggiudica a Sanremo la Targa Tenco nel 1993 come miglior canzone dell’anno. Sull’onda di questo successo si snodano “Girardengo e altre storie“, “Cosivalavita“, “Pastore di Nuvole” ed infine “Angeli e Fantasmi“.  L’accusa di libertà continua a pendere sul suo capo. Partecipa a due tour italiani con i poeti della beat generation, accompagnando con la sua chitarra Lawrence Ferlinghetti e Martin Matz, e continua ad esibirsi su e giù per l’Italia fra festival, teatri di provincia e circoli culturali…Ha recentemente pubblicato una compilation delle sue canzoni, “Tutto quel che ho 2003-2013”, e la sua ultima impresa è stata la traduzione di “La ballata di Woody Guthrie”, un graphic novel di Nick Hayes uscito quest’anno e dedicato alla vita del grande folksinger.

Quando ha tempo vive in Umbria tra la pianura e le colline.

www.luigigrechi.it

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