Lucio Pozone, il chitarrista che infiamma e coinvolge con il suo flamenco - Oltre le colonne

Lucio Pozone, il chitarrista che infiamma e coinvolge con il suo flamenco

Lucio Pozone, il chitarrista che infiamma e coinvolge con il suo flamenco

Lucio Pozone, il chitarrista che infiamma e coinvolge con il suo flamenco – Canzone Napoletana, Flamenco e Tango Argentino sono tre degli ingredienti che caratterizzano la musica, l’arte e l’estro di Lucio Pozone, un chitarrista nelle cui vene scorre il fuoco tipico di questi ritmi coinvolgenti e che miete un successo dopo l’altro.

Lucio, puoi raccontarci qualche cosa della tua carriera musicale?

Ho cominciato lo studio del violino quando ero piccolo; mi piaceva moltissimo, ma purtroppo, dopo quattro anni, la perdita del mio maestro mi portò ad una grande confusione perché venne sostituito da tanti altri insegnanti di musica a distanza di poche settimane l’uno dall’altro. Il Conservatorio a quei tempi aveva alcuni problemi organizzativi e questa cosa mi fece allontanare dalla musica per un po’, finché non ritrovai un mio compagno di scuola che aveva cominciato a studiare chitarra classica; mi innamorai dello strumento a sei corde, ma ancora non arrivava la destinazione finale: la chitarra flamenco. Fu il mio professore di italiano, il professor Pietro Vicari, che mi regalò una cassetta audio di “un certo” Paco de Lucia. Era il 1981. Persi il controllo dei sensi ascoltando dei virtuosismi di cui non avevo assolutamente conoscenza.

Flamenco con contaminazioni napoletane, un bel connubio. Come ti è venuta l’idea?

Credo che la passione per il flamenco e le mie origini napoletane si sposassero. Di Napoli conservo la Melodia (e lo dico con la M maiuscola); del flamenco, il ritmo, i virtuosismi, la tecnica in genere. Non mi sono mai ritenuto veramente un chitarrista flamenco, anche se ho vissuto a Siviglia per un po’, ma un chitarrista che, con i mezzi espressivi del flamenco, manifesta una sensibilità tipica del golfo di Napoli e, soprattutto, delle Costiere Sorrentina e Amalfitana.

Per te cosa è la musica e in particolare il flamenco?

Per tutti i musicisti, non solo per me, la musica è l’aria che respiriamo; non è sufficiente dire che sia una passione, è una vera è propria necessità. Senza di essa ci si ammala. Il flamenco, poi, è uno stile di vita vero e proprio, o meglio è la vita dei Gitani, da cui abbiamo ereditato questo bene preziosissimo che, ricordo, è considerato Patrimonio dell’Umanità.

Come definiresti il tuo stile?

Sicuramente Flamenco Romantico; adoro la melodia

Quali sono i chitarristi o il chitarrista che ti hanno influenzato?

Beh, come ho detto prima, la Musa ispiratrice è stato Paco de Lucia, ma il mio primo Maestro (che suonava con Paco) è stato Manolo Sanlucar al quale è stato riconosciuto di aver inciso il disco di musica flamenca più bello di tutti i tempi, Tauromagia, proprio da Paco de Lucia. Attualmente stimo tantissimo Vicente Amigo e Antonio Rey.

Qual è il brano che hai composto o che suoni che ami di più?

Buleria para mi amor, composto a Positano e che è anche il cavallo di battaglia mio e del mio ensemble FlamenTangoProject.

Qual è il tuo modo di comporre e a cosa ti ispiri?

Dico prima cosa mi ispira: il mare. Non c’è cosa più bella del suono delle onde e dell’odore del mare. Dopo una giornata di mare non so per quale motivo, le dita vanno sulla tastiera con una determinazione che ha del magico, quindi rispondo: suonando e sperimentando nuove idee. Naturalmente adesso, con la tecnologia dei nostri smartphone, diventa semplicissimo registrare delle bozze che ci possono piacere, per poi scriverle con calma su uno spartito.

C’è una cosa in particolare che fai sempre prima di salire sul palco?

Ovviamente il riscaldamento delle mani per non avere brutte sorprese ma, da poco, eseguo esercizi di respirazione e di ancoraggio per ottenere la stabilità emotiva e la concentrazione necessarie per affrontare il pubblico, soprattutto nei primi minuti. Infatti ho avuto l’inestimabile fortuna di essere seguito da Marco Lamacchia, un coach della scuderia Micap fondata da Roberto Cerè.

Il tuo modo di comporre è cambiato rispetto agli inizi?

Solamente nell’utilizzo di quei sistemi di registrazione moderni che ti permettono di non far sfuggire alla mente le nuove idee. Per il resto è uguale agli inizi.

Se avessi la possibilità con chi ti piacerebbe suonare?

Con un grandissimo chitarrista di Bergamo che si chiama Livio Gianola.

Puoi dirci cosa rappresenta per te Paco de Lucía e quale eredità ti ha lasciato?

Paco de Lucia è stato il mio faro dai miei 16 anni in poi, tuttora lo è, nonostante ci abbia lasciato nel 2014. Questo all’inizio, come chitarrista. In realtà ho scoperto, dopo averlo conosciuto personalmente, che cominciavo a considerarlo un maestro di vita vero e proprio. Guardando i documentari ho scoperto l’uomo Paco de Lucia, quello lontano dal palco e da lui ho tratto ancora più ispirazione per la Sua enorme saggezza e umanità. Abbiamo perso una guida, purtroppo.

Ci puoi parlare dei tuoi progetti attuali per il presente e per il futuro?

Sto organizzando la tournée per i FlamenTangoProject e componendo nuovi brani, ma per il futuro ho in mente un progetto editoriale che mi farà indossare una nuova veste.

 

BREVE BIOGRAFIA

Lucio Pozone, Chitarra flamenco

www.lucio-pozone.it

Nasce a Napoli il 10 ottobre del 1963. Nel 1971 si trasferisce a L’Aquila dove inizia a studiare il violino al Conservatorio “Alfredo Casella” con il M° Luigi Muratori.

Successivamente si è dedicato anima e corpo alla chitarra classica con il M° Agostino Valente e ha partecipato a corsi di alto perfezionamento, presso Il Centro Della Chitarra e presso l’Accademia Musicale Aquilana, con i Maestri Alirio Diaz e Henry Rivas.

Colpito da profonda passione per la cultura andalusa, inizia lo studio della chitarra flamenco, dapprima da autodidatta, ascoltando i dischi di Paco de Lucía, quindi sotto la guida di Manolo Sanlúcar e del fratello Isidro a Jeréz de la Frontera.

Nel 2005 e nel 2006 partecipa a due corsi di perfezionamento con Gerardo Nuñez.

Nella primavera del 2006 e nel 2007 frequenta due corsi di perfezionamento di chitarra flamenco presso il Conservatorio “Alfredo Casella” di L’Aquila.

Ha vissuto per alcuni mesi del 2008 nella città di Siviglia, approfondendo la conoscenza del flamenco a contatto con artisti del posto, in special modo gitani, i veri portatori del flamenco antico.

Ha partecipato a varie trasmissioni televisive (fra cui “Telethon 1994” e “Sereno variabile” nel 2009), a festival musicali in Italia e in Turchia e collabora con molti artisti del flamenco italiani e spagnoli.

Nel settembre 2012 ha fondato il gruppo “Flamentango Project” che unisce la cultura sudamericana a quella andalusa proponendo composizioni di famosi autori argentini e spagnoli, oltre a temi composti da lui stesso e dai componenti l’ensemble, sui quali si esibiscono danzatori di flamenco e di tango argentino.

I suoi artisti preferiti, oltre a Paco de Lucía e a Manolo Sanlúcar, sono Vicente Amigo, Tomatito, Juan Manuel Cañizares, Pedro Sierra.

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