“Luci di Poesia”. Una tavolozza dell’umanità che illumina l’anima

«La Poesia è fonte perenne di luce con la sua funzione lirica e catartica. Si può anche tacere al momento di una tragedia perché si è quasi paralizzati davanti al dramma e alla morte ma, in un secondo momento, con la Poesia si riesce ad esprimere anche il dolore con una delicatezza di toni che solo essa può raggiungere». Con queste parole, Filomena Compagno, autrice di Terracina (in provincia di Latina) e insegnante di Francese, descrive la sua raccolta di liriche che spiega, così, anche il titolo “Luci di Poesia”. L’opera è pubblicata nella raccolta “I Diamanti della Poesia” dell’Aletti editore. «Questi versi – scrive Alessandro Quasimodo nella Prefazione – caratterizzati dalle rime colore-dolore, dall’antitesi tra ricca tavolozza e cupa atmosfera, dalla sinestesia nero del silenzio, rappresentano il nucleo della poetica di Filomena Compagno. Una sezione del libro, soprattutto, sottolinea la molteplicità delle sfumature d’amore. Si passa dalla passione reciproca, alla indifferenza e, subito dopo, all’allontanamento. L’autrice, inoltre, non tratta temi solo di carattere lirico, ma dedica spazio alle tragedie collettive: l’attentato alle Torri Gemelle, al teatro Bataclan, a terremoti e naufragi».

La raccolta è suddivisa in quattro sezioni, precedute da un testo introduttivo sul valore infinito della Poesia. Come si legge nella Presentazione, la prima sezione è dedicata all’Amore in tutte le sue sfumature: il romanticismo, la fedeltà, l’assenza, il perdono, il dolore per il sentimento non ricambiato o per la fine di un rapporto. Seguono alcune poesie su Parigi con testo francese a fronte, ora brevi ora più articolate, ma sempre tinte d’intensità e talvolta drammatiche. «Ho deciso di presentare anche in francese le poesie dedicate a Parigi per la grande passione che provo verso questa lingua così dolce, ricca ed elegante, e verso una città che considero letteralmente magica». Poi, le emozioni si accendono nei ricordi d’infanzia, al cospetto della natura, sempre pronta a sorprenderci con la sua bellezza solitaria.

Chiude il volume la sezione dedicata alle tragedie umane e ambientali con un orizzonte di speranza che sconfina nel firmamento. «La realtà e la mia professione di docente di lingua francese – spiega l’autrice – incidono molto nella scrittura. Sono convinta che ogni poeta debba trovare ispirazione nella realtà, ma che debba altresì trasporla in una dimensione irreale e universale, così da renderla fruibile a chiunque e da farla diventare senza tempo e senza uno spazio preciso». E Parigi, città dalle mille sfaccettature liriche e romantiche, rappresenta uno degli argomenti ispiratori dei suoi versi, insieme all’amore, con tutte le sue sfumature perché costituisce l’essenza di ogni essere umano. Ma anche, «le emozioni che ci regalano la natura, in particolare le stelle, e le luci della città; le tragedie umane, ma sempre con un orizzonte di speranza».

Un linguaggio delicato e facilmente fruibile dal lettore, per esprimere i componimenti, arricchito da scelte lessicali e figure retoriche, anche quando le tematiche sono forti. «Mi è sempre piaciuto leggere e scrivere – racconta la Compagno – ma è solo nell’ultimo decennio che ho deciso di dedicarmi alla scrittura in modo più strutturato. Ho iniziato con qualche poesia ogni tanto, quando l’ispirazione era più forte e poi, anche a seguito dell’incoraggiamento di alcune persone a me care e dei diversi riconoscimenti ottenuti in alcuni concorsi letterari, ho deciso di continuare a scrivere in modo più costante e su più fronti: poesia, saggistica e narrativa».

Federica Grisolia

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