Luca Magnaghi e il romanzo “Tales of Fantàsia”: quando il fantasy incontra la fantascienza

Costruire un universo narrativo coerente al primo romanzo è un’impresa che molti sottovalutano. Luca Magnaghi, classe 2003, ci prova con “Tales of Fantàsia” pubblicato da PAV Edizioni, e il risultato è più solido di quanto ci si potrebbe aspettare da un esordiente. Il punto di forza maggiore è la scelta di ibridare fantasy classico e fantascienza senza che i due registri si facciano concorrenza: le isole fluttuanti, i poteri, l’accademia militare di Luxor coesistono con tecnologie futuristiche, autovolanti e robot senza che l’insieme sembri pasticciato.

È un equilibrio che richiede disciplina compositiva, e Magnaghi lo mantiene per gran parte del testo. Il protagonista Ray funziona bene proprio perché non è costruito per piacere: testardo, orgoglioso, refrattario all’aiuto altrui.

Il suo percorso dall’arrivo traumatico su Fantàsia fino alla battaglia finale con Snapeling ha una progressione credibile, senza salti logici. Meno convincente, in certi tratti, è la velocità con cui il worldbuilding viene consegnato al lettore: alcune informazioni sul funzionamento dei quattro universi arrivano in blocchi espositivi che rallentano il ritmo senza aggiungere tensione.

Non è un difetto che compromette la lettura, ma si nota. Il cast secondario è variegato e include personaggi con retroscena interessanti, su tutti Kol, antagonista dalla psicologia più sfaccettata del previsto. “Tales of Fantàsia” è un esordio che dimostra capacità progettuale reale.

Il messaggio sul valore di chiedere aiuto e sulla necessità di scegliere chi si vuole essere non viene mai sbandierato, ma emerge dai fatti della storia. Questo, per un romanzo young adult, vale più di qualsiasi dichiarazione d’intenti.