L’inferno dello sguardo Dal mondo umano e animale di Maurice Maeterlinck di Luca Scarlini, Moe Yoshida, Luca Veggetti, Paolo Aralla

L’inferno dello sguardo Dal mondo umano e animale di Maurice Maeterlinck di Luca Scarlini, Moe Yoshida, Luca Veggetti, Paolo Aralla nell’ambito di Bologna Modern

Istituzione Bologna Musei

MAMbo – Museo d’Arte Moderna di Bologna Project Room

giovedì 10 ottobre 2019 h 19.30

La Project Room del MAMbo – Museo d’Arte Moderna di Bologna accoglie L’inferno dello sguardo. Dal mondo umano e animale di Maurice Maeterlinck, atto performativo di Luca Scarlini, Moe Yoshida, Luca Veggetti, Paolo Aralla. La performance avrà luogo giovedì 10 ottobre 2019 alle h 19.30 con ingresso libero fino a esaurimento dei posti disponibili. Prenotazione obbligatoria dal 1 ottobre 2019 telefonando allo 051 6496611. Il progetto propone una nuova forma di espressione che, attraverso una struttura spazio temporale costruita da un performer/narratore, alcune marionette a bastone azionate da una danzatrice e una complessa rete di relazioni tra luce, suono, gesto, musica, movimenti e parole, esplora una dimensione dilatata da cui far emergere un’identità virtuale. L’asse tematico è quello dell’universo teatrale e poetico di Maurice Maeterlinck, profetico maestro del simbolismo, che ha esercitato un’importante influenza sul teatro del Novecento. Partendo da uno dei capolavori teatrali dell’autore fiammingo, I Ciechi, intessuto di rimandi alla pittura di Brueghel e alla mistica negativa di Ruysbroeck l’ammirevole, il progetto ne esplora i riflessi sui suoi saggi dedicati alla natura, mirando ad esprimere i temi e i motivi che li accomunano: la relazione tra uomo e natura, tra spirito e carne, tra vita e morte, tentando di afferrare o immaginare la capacità di percepire il mistero che l’uomo ha progressivamente perso, quella visione-volontà dell’universo che Maeterlinck provava ad avvicinare attraverso le sue osservazioni sui fenomeni naturali.

Si tratta pertanto di una ricerca contemporanea sull’archetipo, sia dal punto di vista generale della struttura spazio-temporale, che della creazione delle marionette. Esse sono infatti un elemento fondamentale, il medium che evoca i lineamenti di ciò che viene raffigurato dal narratore. Il perfomer/narratore, in questo contesto, non è solo una soluzione per strutturare la complessità della tematica, ma diventa il cuore stesso di un progetto che incarna il tentativo di sperimentare una nuova forma teatrale. Il racconto muta sempre a partire da una sequenza di temi e storie, immagini ed epifanie, che mutano di giorno in giorno, a seconda delle suggestioni e delle dinamiche. 1 Il tema principale de I Ciechi è il crollo di un universo, la fine di un ecosistema, il termine di un mondo trasformato in una stella morta. I personaggi sono persone prive di vista che si trovano in una foresta oscura, che si interrogano sulla misteriosa scomparsa di un prete che era la loro guida. La dimensione percettiva è al centro di questo capolavoro: “Sento luci di stelle che cadono dal cielo” dice un personaggio, frase che evoca una singolare capacità sensoriale di connettere ciò che circonda i protagonisti con il loro mondo interiore, portandoci a immaginare i ciechi di Maeterlinck come un gruppo di esseri che hanno sviluppato organi sensoriali particolari, comuni nel mondo animale ma a noi completamente sconosciuti. La marionetta può essere vista come una personificazione allegorica di questi organi sensoriali: una forma antropomorfa di sensi ricettivi perduti, fantasmi che in un passato remoto ci fornivano una connessione diretta con la natura. Come meduse primordiali, creature degli abissi immoti del tempo, gli esseri umani aspirano a una comprensione che sfugge loro. Resta solo la comprensione di piccole frazioni di spazio e tempo. Il progetto sonoro si concentra sull’idea di amplificare a dismisura la tensione percettiva uditiva evocata dal testo, seguendone il percorso emotivo che, partendo dal silenzio, attraversa in maniera analitica ogni input sonoro dell’ambiente, dal singolo fruscio di foglia, al soffio del vento, alla preghiera mormorata quasi come respiro, in un lento e inesorabile crescendo di tensione fino al parossistico e disperato pianto finale del bambino. L’inferno dello sguardo trasforma la Project Room del MAMbo in un microcosmo, uno spaziotempo intimo capace di suggerire la sensazione che si ha nell’osservare un’arnia o un acquario, in cui circola l’energia di un ecosistema espressivo. La performance ci restituisce una visione di universo senza tempo, densa di allegorie e simboli, spingendoci interrogarci sulla capacità di espandere l’immaginazione, i sensi, le forme di comunicazione, la relazione con la natura. L’inferno dello sguardo racconto/narratore: Luca Scarlini ideazione e realizzazione marionetta: Moe Yoshida regia, coreografia e dispositivo: Luca Veggetti musica e progetto sonoro: Paolo Aralla danzatrice/marionettista: Stefania Tansini azione mimica: Marcella Faraci Rukavina produzione: Torri dell’Acqua Budrio e Fondazione “Giorgio Cocchi” con il supporto di: Comune di Budrio con il contributo di: Regione Emilia-Romagna nell’ambito di: Bologna Modern 2

Informazioni generali: MAMbo – Museo d’Arte Moderna di Bologna via Don Minzoni 14 | 40121 Bologna

tel. +39 051 6496611

www.mambo-bologna.org – info@mambo-bologna.org

Facebook: MAMboMuseoArteModernaBologna

Instagram: @mambobologna

Twitter: @MAMboBologna