L’evoluzione artistica di Kevin Peci, dai Gimme Five al brano “Quel che di vero c’è”

E’ da poco disponibile “Quel che di vero c’è”, il nuovo singolo di Kevin Peci, un brano dal sound internazionale che si unisce ad una scrittura pop introspettiva, questo è il mix che caratterizza il nuovo singolo dell’artista romano classe ’95; scritto nel periodo più singolare della nostra esistenza moderna, il lock-down, ripercorre quel senso di costrizione ed immobilità, con la volontà inarrestabile di tornare a vivere la nostra vita a pieno.

Il tuo percorso artistico è iniziato da molto giovane con la partecipazione al programma tv di canale 5 “Io Canto”, come ricordi quel periodo?

La partecipazione al programma è stata una bellissima esperienza e ricordi vissuti insieme ad amici e colleghi su quel palco sono tanti. “Io Canto” è stato per me una delle mie prime vere esperienze televisive che mi ha dato l’opportunità di poter imparare da persone ed artisti che realmente vivono solo ed esclusivamente di musica… ho appreso tanto da quel programma sia a livello musicale che come persona stessa. Mi ha dato l’opportunità in quel momento di vivere solo ed esclusivamente di musica mettendomi in gioco e nelle mani di molti professionisti del settore televisivo e del panorama musicale italiano ed internazionale. È stata un esperienza che terrò per sempre stretta con me e che rifarei mille volte e con più consapevolezza di prima.

I “Gimme Five” è stato il primo gruppo del talent “Io canto”, sei rimasto in contatto con gli altri ragazzi del gruppo? Quel genere musicale che interpretavate, lo senti ancora vicino al tuo mondo artistico?

Purtroppo crescendo e con il passare del tempo ognuno di noi ha preso strade diverse, ma anche se ci vediamo poco, attraverso i social, ogni tanto con qualcuno ci sentiamo.

All’interno del programma interpretavamo diversi stili e generi musicali diversi tra loro che sicuramente ad oggi fanno parte di un mio passato e background. Allo stesso tempo però tutto ciò mi ha dato la possibilità di poter sperimentare generi nuovi per poter trovare quella che è la mia identità musicale oggi, risaltando la mia personalità e tutto ciò che caratterizza il brano.

Arriviamo ai giorni d’oggi, “Mi chiedo perché” e “Quel che di vero c’è” sono i tuoi ultimi due singoli, come nascono e cosa ci vuoi trasmettere?

“Mi chiedo perché” e “Quel che di vero c’è” brani scritti nel periodo del lockdown rappresentano un po’ il punto di partenza per me e nascono principalmente dalla voglia di voler riprendere per mano la nostra vita e quelli che sono i nostri sogni. In quel periodo, blindato un po’ come tutti dentro casa iniziai a pormi alcune domande cercando di trovare delle risposte. Così Iniziai a descrivere tutto ciò cercando di trasmettere i miei sogni, e quella che è la mia vita che per diverso tempo e per diversi motivi   siamo stati costretti a tenere chiusi e accantonati nel cassetto dei propri sogni e delle speranze.

Il tuo sound guarda molto verso l’estero, ritroviamo un mood che si ispira agli Stati Uniti, quali sono i tuoi artisti di riferimento?

Ammetto che ascolto diversi generi di musica e penso che in ogni artista ci sia una qualità da poter ammirare, che può essere la voce, la timbrica, o magari semplicemente l’immagine che si da di se. Ma ad ogni modo ognuno di noi ha degli artisti a cui si ispira e devo dire che negli ultimi anni trovo molta ispirazione nel mondo pop/funky e in artisti come Dua Lipa , Justin Bieber, Beyoncé e Bruno Mars .Li trovo degli artisti eccezionali e che in tutto quello che fanno sono credibili.

La scrittura del tuo ultimo brano strizza l’occhio al nuovo pop italiano, come ti vedi nel contesto musicale moderno?

Penso che la discografia e la musica siano in continuo cambiamento e penso che per certi aspetti sia giusto così .Nel contesto musicale moderno mi vedo un artista emergente con tanta voglia di poter mettersi in gioco e di poter continuare a far ascoltare la propria musica ai giovani d’oggi unendo un proprio sound ad una propria scrittura.

La musica nel nostro paese si sta spostando sempre più verso il rap, la trap e l’indie, cosa pensi di questi generi? Se potessi integrare nella tua musica una parte di questi generi musicali, quale parte prenderesti?

Come ho detto in precedenza amo la musica in gran parte delle sue forme e il bello sta proprio nel poter sperimentare generi nuovi. Ma come ognuno di noi preferiamo un genere musicale piuttosto che un altro dovuto ad proprio gusto musicale. Devo dire che anche se sono generi musicali diversi tra loro mi piacerebbe molto inserire all’interno del progetto dei featuring con artisti Indie e perché no anche Rap.

Stai lavorando ad un disco di prossima pubblicazione, ci puoi anticipare qualcosa?

Insieme al produttore Walter Babbini e tutto il team stiamo lavorando al disco e non vedo l’ora di farvelo ascoltare. Quello che attualmente posso dire è che uscirà in autunno 2021 e che all’interno ci sarà molto del mio vissuto.