“L’Europa apra i porti” l’opera di Guadagnuolo

“L’Europa apra i porti” l’opera di Guadagnuolo

“L’Europa apra i porti” l’opera di Guadagnuolo – Fine dell’odissea dei bimbi a bordo delle due navi nel Mediterraneo – L’opera scultorea-installazione dal titolo “L’Europa apra i porti” di Francesco Guadagnuolo simbolo di rovina e di responsabilità dell’uomo, invocazione di soccorso di umanità e di solidarietà contro la disumanità e il sopruso subito da tutti i bambini che continuano a soffrire nel mare Mediterraneo. Il viso di un bambino che tende ad uscire da una valigetta, simbolo di viaggio, braccia e mani in avanti assieme al piedino che tenta di venire fuori dall’odissea vissuta. Nell’opera di Guadagnuolo il bimbo cerca cibo e porta la manina verso l’unica ciambella rimasta che si trasfigura in ricerca di sopravvivenza per la vita, per custodire proprio il valore della vita di tre bambini di anni uno, tre e sette che sono presenti a bordo delle due navi. Questo rievoca l’attenzione dei diritti umani e dell’infanzia a sfavore di ogni atteggiamento di abuso di potere.

L’artista dice, ci troviamo davanti ad una colossale sciagura pietosa dove noi tutti avvertiamo un senso di inettitudine e di colpevolezza. L’opera sta facendo il giro del web e sta scuotendo grande commozione nelle diverse Nazioni europee e Guadagnuolo lo rappresenta con la barca, posta sopra la valigetta, in cerca di un porto sicuro, segno dell’insuccesso dell’Europa caritatevole.

L’opera di Guadagnuolo è diventata simbolo umanitario e ci fa intendere nel profondo le sciagure che accadono nel mondo per tutte le atrocità subite dai bambini in guerre e conflitti. La scultura-installazione diviene personificazione del profondo dolore umano che purtroppo ritorna tragicamente come in quell’estremo cammino della speranza.

Giusto l’arte può raccontare il supplizio dei bambini, e lo fa Francesco Guadagnuolo artista umanitario, Ambasciatore di Pace UPF, che lotta per i diritti umani e dell’infanzia per dirci mai più bambini sofferenti nel Mediterraneo.

Si chiede: dove sta l’Europa civile, che possa pensare con tutta la responsabilità morale di aprire le porte alla solidarietà umana?  Assicurare la salvezza, l’aiuto per chi scappa da guerre, povertà e malattie, è necessario che si arrivi ad una riforma affidabile, che garantisca il domani come progetto umanitario. Anche Papa Francesco, durante, l’Angelus di domenica 6 gennaio 2019, aveva detto: «Da parecchi giorni quarantanove persone salvate nel Mare Mediterraneo sono a bordo di due navi Ong, in cerca di un porto sicuro dove sbarcare. Rivolgo un accorato appello ai leader europei, perché dimostrino concreta solidarietà nei confronti di queste persone».

I 49 migranti finalmente sono stati fatti sbarcare a Malta, dopo 19 giorni in balia del Mare Mediterraneo, da dove saranno spartiti in otto Paesi europei. L’Unione Europea dovrebbe disporre un piano politico funzionante che garantisca protezione e diritti umani.

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