Con “segni sulla neve”, Leea Clem ci conduce nel momento fragile e potente in cui si accetta la fine di un legame. Un brano personale e viscerale che mescola sonorità dark pop, libertà interiore e controllo artistico. L’intervista svela il dietro le quinte di questo delicato processo creativo.
“segni sulla neve” racconta il momento in cui ci si accorge di non sentire più la mancanza di qualcuno . Qual è stata l’immagine iniziale che ha dato forma al brano?
In realtà non c’è stata un’immagine, ma di un vero e proprio ricordo, un’esperienza reale che ho vissuto. A un certo punto della mia vita, dopo aver passato tanto tempo a stare male per qualcuno di importante che non faceva più parte della mia vita, mi sono resa conto che non ci pensavo più da settimane e che quella persona ormai non mi mancava neanche più. In quel momento ho provato una sensazione dolce-amara: da un lato ero contenta perché finalmente avevo lasciato andare quella persona, dall’altro mi faceva male rendermi conto che, nonostante il ruolo importantissimo che aveva avuto nella mia vita, adesso non ci pensavo neanche più.
Nel testo si percepisce un abbandono che non è dolore, ma resa consapevole. Quanto è stato difficile trasformare un distacco emotivo in un suono così delicato?
Non troppo difficile a dire la verità. Ho scritto questo pezzo avendo già la piena consapevolezza di quelle che fossero le mie emozioni rispetto a quella situazione, conoscevo tutte le sfaccettature del mio pensiero. Questo mi ha permesso di far arrivare sia l’importanza che aveva questa persona per me, sia la consapevolezza che adesso non ha più nessun ruolo nella mia vita e che a me va bene così.
La produzione fonde atmosfere dark pop e una sensibilità intima . Quale elemento sonoro hai ritenuto indispensabile per raccontare la rinascita che segue la fine?
Volevo che il pezzo suonasse come un abbraccio, ma allo stesso tempo come un buttare fuori qualcosa, per questo motivo il pad principale è molto etereo e morbido e quando entrano le drums sono molto più incisive ed incalzanti. Volevo che questo pezzo raccontasse le mie emozioni in tutti i suoi elementi.
Rispetto ai tuoi lavori precedenti, questo brano sembra segnare una maturità diversa. Qual è stato il passaggio interiore più rilevante della tua crescita artistica?
Credo che sia semplicemente il processo normalissimo di crescita personale. Non ho pensato al fatto che volessi far suonare questo brano più maturo o cose del genere. Semplicemente sto andando avanti con il mio percorso artistico, sperimento tanto, scrivo tanto e questo mi porta inevitabilmente a crescere.
Il singolo anticipa un prossimo EP previsto per il 2026 . Come immagini il tuo percorso nei mesi a venire?
Spero che questo singolo, insieme a quello uscito un mese fa, possano far conoscere questa nuova versione di me a più gente possibile. Diciamo che questi due singoli sono gli estremi di tutto il viaggio sonoro che ci sarà all’interno dell’EP e spero in generale di poter arrivare con tutta me stessa a più gente possibile.
Quale sensazione vorresti rimanesse nell’ascoltatore al termine dell’ultima nota?
Comprensione, calore. Come sempre, nelle mie canzoni cerco sempre di far sentire qualcuno capito, meno solo, quindi per me è fondamentale che alla fine dell’ascolto chi sta dall’altra parte si senta abbracciato.









