“Le stagioni del cuore”, la poesia che cura le ferite secondo Davide Giuliodori. L’intervista

Ogni verso nasce dal bisogno di superare il buio interiore e tornare alla luce. Davide Giuliodori racconta l’amore come esperienza trasformativa, capace di restituire senso anche al vuoto. La sua scrittura sincera e controllata accompagna il lettore nel viaggio dalle ombre alla riscoperta della bellezza del mondo.

Nella tua poesia, spesso la natura è presente come specchio emotivo. Che ruolo ha per te il paesaggio?

Il paesaggio per me ha un ruolo terapeutico. Quando contemplo ciò che mi circonda mi sento meglio, e mi piace guardare fuori per “accorgermi” di quanta bellezza c’è nel creato.

Esiste un luogo fisico, reale, che consideri il “cuore pulsante” di questa raccolta?

No, non esiste un luogo fisico e reale che per me è il cuore pulsante di questa raccolta: io scrivo quando e dove mi capita in base al mio stato d’animo, quindi non c’è un solo luogo fisico fondamentale per questa raccolta.

Hai mai pensato di accompagnare le tue liriche con immagini, fotografie o illustrazioni?

No, non ho mai pensato di fare questo ma può essere una buona cosa, anche perché la pittura e le arti figurative mi piacciono.

Quanto conta, per te, la visione visiva o immaginifica nella costruzione poetica?

La visione visiva e immaginifica conta molto per me, perché mi permette di sognare a occhi aperti e di essere più creativo.

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