È un 2026 all’insegna delle novità e di sfide che alzano ulteriormente l’asticella qualitativa per L’Archibugio. La pluripremiata compagnia leonicena chiede molto al nuovo anno, certa che affrontando con audacia gli obiettivi che si è posta il risultato non potrà essere che positivo, stimolante, di crescita artistica ma soprattutto umana.
La prima novità riguarda la versione rivista e corretta de “La bisbetica domata” di William Shakespeare che esordirà tra sei mesi; la celebre commedia fu tra le prime produzioni degli archibugieri, in repertorio dal 2012 al 2016: il 2026 cadrà dunque il decennale dall’ultima messinscena, per uno spettacolo sensibilmente ripensato di cui il regista Giovanni Florio evidenzia: “Fu proprio attraverso ‘La bisbetica domata’ che capimmo chi eravamo; la critica teatrale ci definì ‘Caos organizzato’ e l’epiteto ci è subito piaciuto. Il caos organizzato era esattamente quello che intendevamo evocare. Questa nuova produzione si distingue anche per il cambio di alcuni attori, ma lo spirito iniziale resta lo stesso. Lo spettacolo è in pieno stile L’Archibugio, sicché si tratta di un’opera in costume dove però il pubblico percepirà netta la nostra visione della contemporaneità”.
La seconda novità è “Ex”, testo contemporaneo di Aldo Nicolaj su cui Florio ha già lavorato nel 2006 prima di co-fondare L’Archibugio. Il titolo è autodefinente: la trama racconta di due donne che vivono la condizione di “ex” e condividono un appartamento per affrontare più agevolmente spese e quotidianità. L’atmosfera è quella tipica della commedia agrodolce condita con abbondante umorismo; le protagoniste organizzano un party, convinte che sarà l’occasione per svoltare e recuperare i contatti perduti come anche la fiducia in sé stesse. Lavoro dai toni iperbolici “Ex” pone al centro la recitazione femminile, per ovviare all’inciampo di quel teatro Classico il quale è per buona parte a trazione maschile. Un’occasione importante, dunque, per investigare il talento delle attrici archibugiere regalandosi un’ora e mezza di un divertimento mai scontato.
Prosegue inoltre la preziosa collaborazione con il Castello di Thiene attraverso un evento dal sapore romantico e appassionato che debutterà il giorno dopo San Valentino, e cioè domenica 15 febbraio: “Storie d’amore nel Veneto di Shakespeare” è un suggestivo medley di opere shakespeariane (“Otello”, “Il mercante di Venezia”, “La bisbetica domata” e “Romeo e Giulietta”) che, impiegandola modalita “site specific” offre al pubblico una visita immersiva nelle stanze più misteriose e affascinanti del castello Quattrocentesco.
L’ultima sorpresa di un anno che si prefigura fitto di emozioni sarà l’inizio della lavorazione di “Ecciù” dell’archibugiere Gaetano Ranieri, testo fiabesco che ha per tema l’accettazione di sé stessi e il rispetto delle diversità. “Si tratterà di un lavoro di Teatro per Ragazzi – evidenzia Florio – Abbiamo pensato che l’unica maniera per rispondere efficacemente al fenomeno dell’invecchiamento del pubblico è quella di parlare ai giovani impiegando non solo passione e abilità artistiche, ma anche le nostre professionalità: nella nostra squadra sono presenti persone che di mestiere fanno le insegnanti, le educatrici, le formatrici culturali e che perciò posseggono sensibilità e competenze aggiuntive per arrivare dritte al cuore dei ragazzi. Questo e gli altri sforzi produttivi che ci vedranno impegnati nel 2026 sono possibili grazie a un armonioso processo di ampliamento della compagnia iniziato tre anni fa e che attualmente vede coinvolti ben 28 associati, uno sforzo che non solo ci consente l’avvio di nuovi spettacoli ma, al contempo, fa si che nessuno degli spettacoli precedenti esca dal repertorio”.









