“L’anima e il corpo Immagini del sacro e del profano tra Medioevo ed Età Moderna”, la mostra a Collezioni Comunali d’Arte di Bologna

“L’anima e il corpo Immagini del sacro e del profano tra Medioevo ed Età Moderna”, la mostra a Collezioni Comunali d’Arte di Bologna

“L’anima e il corpo Immagini del sacro e del profano tra Medioevo ed Età Moderna”, la mostra a Collezioni Comunali d’Arte di Bologna – I Musei Civici d’Arte Antica | Istituzione Bologna Musei proseguono nell’impegno per la valorizzazione delle Collezioni Comunali d’Arte in concomitanza con i lavori di ripristino della copertura di Palazzo d’Accursio, la cui conclusione è prevista nella primavera 2019, promuovendo una nuova esposizione che ne rivisita l’ampio patrimonio permanente alla luce di un nuovo criterio tematico.
Dopo un primo riallestimento incentrato sulla nascita del gusto moderno tra ‘700 e ‘800, il nuovo ordinamento del percorso espositivo propone un tema fondamentale nella cultura figurativa occidentale, la rappresentazione del divino e della figura umana, indagandone l’evoluzione iconografica tra il XIII e il XVIII secolo nella mostra L’anima e il corpo. Immagini del sacro e del profano tra Medioevo ed Età Moderna, visibile dal 10 novembre 2018 al 24 febbraio 2019.

L’esposizione, a cura di Silvia Battistini e Massimo Medica, ricompone alcune delle opere di maggiore rilevanza storico-artistica del museo – tra cui la ricca collezione di sculture e di dipinti medievali dei Primitivi; le preziose tavole di Francesco FranciaAmico AspertiniLuca Signorelli e le tele di Prospero FontanaLudovico CarracciMichele DesubleoGuido CagnacciDonato CretiGaetano GandolfiPelagio Palagi – ordinate secondo due linee di lettura che si alternano nelle sale espositive narrando, da un lato, l’essenza del divino, dall’altra, la vita e i sentimenti quotidiani. I visitatori hanno così modo di comprendere come anche le più note raffigurazioni religiose e profane non siano rimaste uguali a se stesse nel corso dei secoli, ma abbiano accompagnato il rinnovamento del linguaggio artistico, riverberando il dibattito sulla raffigurazione del corpo umano nel mutare del clima sociale e religioso europeo.

La mostra offre inoltre la straordinaria possibilità di vedere ricostruito in parte un capolavoro perduto di Luca Signorelli – la pala con il Compianto sul Cristo morto che il pittore rinascimentale realizzò tra il 1504 e il 1505 per la chiesa di Sant’Agostino a Matelica – riaccostando due frammenti ad essa appartenuti: la Testa di donna piangente, conservata alle Collezioni Comunali d’Arte, e la bellissima Testa di Cristo, generosamente concessa in deposito quinquennale al museo da UniCredit Art Collection.

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