Una storia d’amore che sembra una favola. Eppure si tratta di una storia vera quella raccontata da Marianna Scarangella nel suo libro “Come il primo giorno” (Ed. Giazira scritture), un vero e proprio saggio sull’amore che va oltre i limiti.
Scarangella – che è docente di Filosofia e Storia presso il Liceo Scientifico Scacchi di Bari – propone una sorta di indagine sul vero significato dell’amore, partendo dalla storia di Michele e Piera, due giovani che vivono il loro sentimento in maniera consapevole e libera.
Ed è attorno proprio alla parola libertà che il libro gira intorno, un concetto su cui trae fondamento la storia di Michele e Piera. Ogni pagina del libro ricorda quanto sia importante essere liberi, non porre e non porsi limiti, soprattuto quando si prova un sentimento. Potrebbe essere una storia come tante quella raccontata dall’autrice e, invece, si tratta di una storia assolutamente unica perché i protagonisti condividono anche una loro particolarità: la Sindrome di Down.
La storia di Michele e Piera rappresenta, così, un amore oltre i confini, oltre quei canoni che tutti, bene o male, conosciamo. L’osservazione dei protagonisti nel loro quotidiano da parte dell’autrice, restituisce la giusta dignità al sentimento provato. Una, cosiddetta, “anomalia” diviene opportunità per un racconto più vero di un sentimento unico. Scarangella conosce bene i protagonisti e ciò è stato utile per entrare nel loro mondo in un maniera profonda oltre quella “diagnosi”. “Come il primo giorno” – svela la scrittrice – “racconta una vita intera attraverso vari aspetti: famiglia, l’amore, sport, quest’ultimo in particolare, perchè Michele – sembra per rimanere in tema di oltre i limiti (proprio e della società) è un campione di Taekwondo. I protagonisti sono riusciti a realizzare i loro sogni grazie ad una grandissima determinazione”.
La storia di Michele e Piera è diventata un esempio per tanti altri giovani sul territorio pugliese, tanto da essere invitati proprio nel liceo dove Marianna Scarangella, per partecipare ad alcuni incontri con i giovani studenti dedicati al gioco ed all’educazione sui valori come le sfide di cui High School Game, la gamification sui valori che coinvolge centinaia di classi di istituti superiori in tutta Italia, alla quale la scuola di Bari partecipa.
“La forza della loro storia” – dice l’autrice riguardo alla coppia – “è, prima di tutto, la spontaneità. Non mancano sincerità, fiducia e coraggio di sapersi vivere, oltre alle barriere. Il loro racconto rappresenta una testimonianza universale di normalità: la diversità come ricchezza, lo sport come riscatto, l’amore come scelta quotidiana”.









