La musica e il potere. Uno stendardo sonoro sul palazzo del Principe

La musica e il potere. Uno stendardo sonoro sul palazzo del Principe

La musica e il potere. Uno stendardo sonoro sul palazzo del PrincipeIl primo colpo di fucile nella lotta di liberazione del suono – Sabato 15 dicembre, ore 10.30, il secondo appuntamento con Guido Barbieri

Prendi un musicologo che unisce competenza ed eloquenza, al punto da essere una delle voci più amate di Radio Tre; una stagione d’opera percorsa dalfil rouge del complesso confronto fra sentimenti e potere; per cornice uno dei luoghi attivamente protagonisti della vita culturale della città – sotto questi splendidi auspici continua il percorso de La musica e il potere, il ciclo di conversazioni curato da Guido Barbieri che accompagna, e in parte incrocia, le rotte della Stagione del Teatro Alighieri di Ravenna. Dopo l’apertura dedicata ai capolavori verdiani, in occasione della Trilogia d’Autunno, il secondo appuntamento – sabato 15 dicembre alle 10.30, Sala Muratori della Biblioteca Classense – sarà dedicato alla ribellione della musica: Il primo colpo di fucile nella lotta di liberazione del suono esplorerà, in assonanza con le due opere contemporanee in programma (domenica 16 dicembre Il viaggio di RobertoKatër I Radësil 18 aprile) le diverse epifanie dell’antagonismo che storicamente hanno opposto la musica al Potere, dal Roman de Fauvel del XIV secolo fino alle rivoluzionarie invenzioni sonore del Novecento. Il viaggio attraverso secoli e pagine indimenticabili di teatro musicale continua con altri tre appuntamenti, sempre a ingresso libero e sempre il sabato mattina alla Sala Muratori (12 gennaio, 2 e 16 febbraio).

Facendo propria la lezione di Michel Foucault, uno dei maggiori pensatori del Novecento, La musica e il potere si concentra sia sui rapporti fra compositori e le diverse forme di mecenatismo emerse nel tempo, sia sulle tracce di relazioni di potere, all’interno di determinati contesti storico-sociali, che affiorano nel teatro d’opera. E se – come sostiene ancora Foucault – il potere non può esistere senza la propria negazione, la musica d’arte riflette, come sarà dimostrato nel corso dell’appuntamento di sabato 15, alcune precise forme di ribellione contro il potere. Il Roman de Fauvel, ad esempio, un poema cavalleresco musicato da Philippe de Vitry all’inizio del Trecento, è la prima forma di satira esercitata contro un sovrano: Filippo IV il Bello, accusato di spremere la nobiltà francese per nutrire le finanze dello Stato. Francesco Busenello, il librettista de L’Incoronazione di Poppea di Monteverdi, affida ai propri versi una esplicita critica “politica” contro le pretese espansionistiche della Repubblica veneziana e la dilagante corruzione degli apparati statali. E nel Novecento Bertolt Brecht e Kurt Weill affidano al teatro dello straniamento una critica feroce del capitalismo e delle sue ingiustizie, mentre Edgard Varèse negli anni Cinquanta definisce Déserts – la prima opera che intarsia il suono elettronico al suono acustico – “il primo colpo di fucile esploso nella lotta di liberazione del suono”.

Il prossimo incontro, in programma sabato 12 gennaio, sarà dedicato alla cruciale svolta alle origini della scrittura musicale, quando – nel Medioevo – le pratiche improvvisative della musica religiosa e di quella popolare furono gradualmente sostituire dalla notazione.

Info. 0544 249244 – Ingresso libero 

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