La musica e il potere. Cantare con una sola voce. Il terzo appuntamento con Guido Barbieri

La musica e il potere. Cantare con una sola voce. Il terzo appuntamento con Guido Barbieri

La musica e il potere. Cantare con una sola voce. Il terzo appuntamento con Guido Barbieri – Dritti alle origini della scrittura musicale, con il terzo dei cinque appuntamenti de La musica e il potere; al timone sempre Guido Barbieri, musicologo e storica voce di Radio Tre, che ha intitolato questo primo incontro del 2019 al Cantare con una sola voce. La nuova conversazione – parte del ciclo che accompagna e in parte incrocia le rotte della Stagione d’Opera e Danza 2018/19 del Teatro Alighieri – partirà da una svolta cruciale nella storia della musica: quando, nel Medioevo, le pratiche improvvisative della musica religiosa e di quella popolare furono gradualmente sostituite dalla notazione. Splendida cornice dell’appuntamento di sabato 12 gennaio, alle 10.30, è ancora una volta la Sala Muratori della Biblioteca Classense, luogo simbolo ma anche attiva protagonista della vita culturale cittadina, che ospiterà anche i successivi incontri (2 e 16 febbraio) sempre il sabato mattina e rigorosamente a ingresso gratuito.

Nel sorprendente paesaggio di momenti musicali – ma anche storici, sociali, culturali – dipinto dall’eloquenza di Guido Barbieri non poteva mancare un’incursione nei territori del Medioevo e del Rinascimento, sempre fedeli alla lezione di Michel Foucault sui rapporti di potere e le loro manifestazioni. Con l’introduzione della scrittura musicale, la musica può infatti diventare uno strumento del potere: ad esempio un elemento unificante all’interno del Sacro Romano Impero, parte integrante della politica carolingia nel IX secolo; la voce del Castello, ossia il centro di governo assoluto del territorio, nell’Occitania dei trobadours; un vero e proprio stendardo sonoro esibito dai signori del Quattrocento attraverso l’istituzione della “cappella alta”. D’altra parte la prima opera per musica della storia occidentale, ossia l’Euridice di Jacopo Peri, eseguita nel 1600 in occasione del matrimonio tra Enrico IV e Maria de’ Medici, è la dimostrazione del potere esercitato dalla finanza fiorentina sulle politiche del re di Francia.

Il penultimo incontro, sabato 2 febbraio, si concentrerà invece sulla microfisica del potere nel teatro di Mozart, Gounod e Giordano, così abbracciando in una riflessione unitaria – dal mozartiano titolo Se vuol ballare signor contino – i prossimi appuntamenti a Teatro con Roméo et Juliette (18 e 20 gennaio), Le nozze di Figaro (22 e 24 febbraio), Andrea Chénier (8 e 10 marzo).

Info. 0544 249244 – Ingresso libero

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