La Galleria Spazio 40 di Roma presenta la Collettiva d’arte “MonnalisaMIA”

La Galleria Spazio 40 di Roma presenta la Collettiva d’arte “MonnalisaMIA”- L’evento, a cura di Tina Loiodice, che originariamente doveva tenersi dal 6 al 17 marzo 2020 presso la location di Via dell’Arco di S. Calisto, 40 a Trastevere, è stato interrotto per tutto il periodo del lockdown Covid19 ed è ripreso il 19 maggio, con chiusura il 29 maggio.

E’ stato chiesto agli artisti di reinterpretare liberamente il famoso quadro di Leonardo da Vinci esposto al Louvre di Parigi.

Sono presentate 24 opere tra pittura, fotografia e digital art; attraverso tecniche rappresentative assai diverse tra loro, gli artisti si sono approcciati a Monna Lisa in maniera ironica, dissacrante, scomponendo a volte l’immagine, ricomponendola sovrapponendo altre immagini, oppure destruturarizzandola definitivamente. Con risultati tutti da scoprire.

Alla Mostra partecipano 24 artisti: Gea Albanese, Luisa Brunetti, Claudia Clemente, Rita Denaro, Fabrizio Fabbroni, Daniele Falzarano, Sabrina Faustini, Beatrice Fernandez, Giovanni Ingrassia, Tina Loiodice, Valentina lo Faro, Marco Maggioni, Luisa Mazzullo, Ornella Micheli, Carlo Moratti, Amelia Mutti, Isabella Payella, Cristina Paladino, Viviana Pallotta, Daniela Poduti Riganelli, Eugenio Rattà, Red Aspis, Simonetta Rossetti, Aurea Vattuone.

L’evento è accompagnato dalla stampa di un catalogo, il cui testo di introduzione è un estratto dal libro “Così parlò la Gioconda” di Carla Cucchiarelli (scrittrice e giornalista, vice capo redattore di TGR Lazio), edito da Iacobelli Editore.

Si tratta – come ama definirla l’autrice – di un’ autobiografia non autorizzata di Lisa Gherardini, la donna più dipinta e rivista della storia.

“Non passa giorno che nel mondo, nella rete, nello studio di un pittore o in un’agenzia pubblicitaria non nasca una nuova Monna Lisa, rivista, rivisitata, spogliata, maltrattata, umiliata, ingentilita, inaspettata. Distante da me mille miglia, una piccola spocchiosa che usurpa la mia fama. Non passa giorno che io non ricordi la donna che ero, Firenze e la vita mia, bella, semplice, sorprendente, umana, come quella di tante persone” (C. Cucchiarelli).