La forza delle donne vince il Premio come Miglior Regia al Kalat Film Festival

La forza delle donne vince il Premio come Miglior Regia al Kalat Film Festival

La forza delle donne vince il Premio come Miglior Regia al Kalat Film Festival – A La Forza delle Donne, il documentario scritto da Laura Aprati e diretto da Laura Aprati e Marco Bova, è stato assegnato il Premio come Miglior Regia al Kalat Film Festival, la rassegna internazionale di cortometraggi, italiani e internazionali, che si è tenuta dal 24 al 26 maggio 2018 e che ha trasformato per una notte il Teatro Regina Margherita di Caltanisetta in una vetrina del cinema mondiale.
Il docu-film La Forza delle Donne si aggiugica uno dei Premi tecnici affiancandosi così ad altri Premi e Riconoscimenti che sono stati assegnati alle migliori proproste delle singole sezioni. Durante la cerimonia di premiazione il Premio finale “Antenna d’oro” per il Miglior Cortometraggio è stato assegnato a Caronte, diretto da Luis Tinoco, regista spagnolo ed esperto di effetti speciali (tra le sue collaborazioni Interstellar di Christopher Nolan) e il Premio come Miglior Attrice alla co-protagonista Melina Matthews, particolarmente coinvolgente il momento della consegna del Premio alla Carriera al grande Vittorio Storaro.

La forza delle donne racconta i problemi di conflitti e migrazioni attraverso uno sguardo tutto al femminile, attraverso la diversità di genere delle sue protagoniste. Donne di tutti gli strati sociali, di religioni diverse, di etnie diverse accomunate dalle difficoltà quotidiane, dalla gestione delle famiglie, da responsabilità sempre più gravose. Il rapporto con i figli in una società dove l’uomo è dominante ma in tempi di guerra diventa l’anello debole.
Come si convive con la fame, la perdita di tutto ciò che si ha, con le bombe, con la necessità di lasciare la propria casa e la propria terra. Quale futuro si cerca.
Donne musulmane, yazide, cristiane, siriane rispondo a queste domande. A fare loro da cornice Rima Karaki, libanese, giornalista anche lei, cresciuta a Beirut. In Libano si sono rifugiati palestinesi, siriani e convivono più religioni. Lei va in onda senza velo ed è diventata famosa per aver tolto la linea in diretta ad uno sceicco che non rispettava la parità di genere.

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