La disperenza der madrimonio

La disperenza der madrimonio

La disperenza der madrimonio

 

Quella stradaccia me la sò lograta:
Ma quanti passi me ce fussi fatto
Nun c’era da ottene pe gnisun patto
De potemme sposà co mi’ cuggnata.

Io c’ero diventato mezzo matto,
Perche, dico, ch’edè sta baggianata
C’una sorella l’ho d’ave assaggiata
E l’antra no! nun è l’istesso piatto?

Finarmente una sera l’abbataccio
Me disse: “Fijo se ce stata coppola,
Pròvelo, e la licenza te la faccio”.

“Benissimo Eccellenza”, io j’arisposi:
Poi curzi a casa, e, pe nu dì una stroppola,
M’incoppolai Presseda, e ssemo sposi.

 

di Gioacchino Belli

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