Kristallos, il disco di Eleonora del Grosso

Kristallos, il disco di Eleonora del Grosso

Kristallos, il disco di Eleonora del Grosso – Un viaggio verso gli stili musicali del ‘900 con un’attenzione particolare allo swing afroamericano, al minimalismo, alla musica classica ed in particolar modo ad un jazz dal sapore mediterraneo che apre la strada ai diversi linguaggi della musica. Questi gli ingredienti stilistici di Kristallos, primo disco che porta la firma di Eleonora Del Grosso, pianista, cantante e compositrice trevigiana di formazione classica e jazz, autrice di quasi tutti i brani contenuti in questo suo primo lavoro da studio. Il disco è stato pubblicato dall’Etichetta Emme record Label il 30 gennaio 2017 e vede la partecipazione di Niccolò Romanin alla batteria e Marco Vavassori al contrabbasso. E’ un jazz contaminato quello presentato da Eleonora del Grosso, che proprio come il mar Mediterraneo diventa il luogo di fusione tra etnie differenti, tradizioni musicali opposte, all’apparenza “incompatibili” tra loro ma perfettamente comunicanti. Oltre a possedere queste caratteristiche, però, in Kristallos viene lasciato molto spazio all’improvvisazione, con la scelta, volontaria, di utilizzare, proprio all’interno di questi “spazi improvvisativi”, aspetti melodici appartenenti storicamente alla musica classica.

Un affresco sonoro, dunque, che rispetta interamente quella che è la spontaneità irripetibile di una performance reale: non a caso la registrazione è stata effettuata appositamente in “presa diretta”, affinché l’ascoltatore possa avere la squisita sensazione di ascoltare un vero e proprio concerto dal vivo.  Da questo punto di partenza e da queste scelte stilistiche prendono vita i brani di Kristallos che, pur attingendo da linguaggi ed universi differenti, sono accomunati dallo stesso minimo comun denominatore.  Siciliana, ad esempio, di  J. S. Bach è un brano dal sapore mediterraneo che il noto compositore tedesco dedicò alla Sicilia e di cui il trio ha fatto una rivisitazione in chiave jazzistica. The Bridge, invece, presenta una tessitura armonica semplice, con un impianto ritmico colorito che lo avvicina alle composizioni strumentali dell’odierna popular music. Juan, brano di carattere “latino”, intreccia vistose componenti di musica classica con ritmi propri del cosiddetto latin jazz, mentre Last Night, la composizione più intima della raccolta, mescola echi di swing all’atmosfera sognante tipica delle ballad jazz afroamericane. In ultimo Kristallos, pezzo che dà il nome al disco e che ben sintetizza lo spirito e l’anima di questo progetto, si presenta con uno stile balcanico, scritto in tempo “dispari” con elementi che rievocano la cultura musicale turco-armena.

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