Ilenia Marzano dà voce alla libertà di essere sé stessa …nel nuovo album I Am Done Conforming. L’intervista

ILENIA MARZANO

dà voce alla libertà di essere sé stessa …nel nuovo album>>>

I Am Done Conforming

Registrato e Mixato Presso CREATIVA MUSIC

Mastering – Razik Mastering

Distribuzione: Distrokid

https://open.spotify.com/intl-it/album/2AUfs2u1fP6mRAFMsKErYT?si=BxhnQK-GStW8W8-v0VLceA

 I Am Done Conforming è il nuovo album in lingua inglese di Ilenia Marzano, edito da Creativa Music, in uscita il 22 giugno 2026 su tutte le principali piattaforme digitali. Più che una nuova uscita discografica, il disco segna il punto di approdo di un percorso artistico maturato nel tempo: anni di gestazione creativa trovano finalmente forma in un debutto discografico.

Realizzato con la produzione artistica di Fabio Codega, il progetto nasce da un lungo percorso personale e musicale. Canzoni, testi e intuizioni hanno attraversato diverse fasi di sviluppo prima di confluire in un’opera unitaria, concepita non come una semplice raccolta di brani, ma come un racconto.

I Am Done Conforming è una dichiarazione già nel titolo: un album che racconta il cammino che conduce  dall’adattamento all’autenticità, dalla ricerca dell’approvazione alla riconquista della propria verità più intima. Una verità non aggressiva, non urlata, ma femminile. Un invito ad accettare la propria unicità e la propria ombra, per poi sublimarle in potere personale.

Ne emerge una narrazione decisa, nella quale la vulnerabilità non viene esibita né idealizzata, bensì trasformata in uno strumento per affrontare ciò che normalmente rimane scomodo, irrisolto o inespresso.

«Per molto tempo ho osservato il modo in cui cambiamo forma per essere accettati, fino a non distinguere più ciò che desideriamo da ciò che gli altri si aspettano da noi. Questo disco nasce nel momento in cui quella distanza è diventata impossibile da ignorare, quando ogni forma di conformità ha perso significato di fronte al richiamo di una verità più profonda.»  racconta la cantautrice.

Relazioni, rigenerazione, desiderio di essere visti oltre i ruoli e le maschere, libertà e cambiamento attraversano l’intero disco. I testi non cercano una facile immedesimazione. Entrano piuttosto nei meccanismi invisibili che regolano i rapporti umani, stimolando una riflessione più ampia sulla vita.

La produzione artistica di Fabio Codega ha avuto un ruolo centrale nella costruzione dell’album, intervenendo sulla forma dei brani, sugli arrangiamenti e sull’architettura complessiva del progetto.

Uno degli aspetti più significativi di I Am Done Conforming è proprio la sua lunga gestazione. Alcuni brani sono cambiati più volte prima di raggiungere la versione definitiva. Altri sono nati da immagini, appunti e frasi annotate da Ilenia per anni su un taccuino, fino al momento in cui hanno trovato il loro posto all’interno di una canzone. Questa stratificazione è parte integrante del disco. Le diverse fasi della sua lavorazione non sono state cancellate, ma assorbite nella struttura dei brani, come tracce successive di uno stesso processo.

Musicalmente, l’album si muove tra contaminazioni di elettronica, rock e ambient, fino ad un brano finale che affonda le proprie radici nel progressive rock. Le componenti elettroniche convivono con passaggi più duri, spazi rarefatti e costruzioni musicali che, soprattutto nella parte conclusiva del disco, si allontanano dalla forma pop più convenzionale, spaziando tra diverse suggestioni di genere.

I Am Done Conforming non vende slogan. Indaga piuttosto il tempo della metamorfosi: quello in cui le strutture del passato hanno cessato di contenere ciò che siamo, mentre ciò che verrà dopo non è ancora del tutto visibile. L’intero progetto ruota attorno a una domanda: “Cosa accade quando smettiamo di essere prigionieri della nostra storia personale?”

L’INTERVISTA

  1. Hai partecipato come corista al tour di Giorgia nel 2012. Cosa ha lasciato in te quell’esperienza?

È stata una delle esperienze più forti. Il brivido di salire su un palco e vedere tutte quelle persone… L’energia in quei casi è considerevole, e il grado di lucidità necessaria richiede attenzione.

Facevo parte dei soprani nel coro “Sat & B” diretto e ideato da Maria Grazia Fontana. È un’esperienza che porto ancora nel cuore e che mi ha segnato profondamente.

  1. Scrivi in inglese ma vivi e lavori in Italia. La lingua crea una distanza utile rispetto ai materiali autobiografici che stai trattando?

In realtà scrivo anche in italiano, solamente che ho un modo di scrivere leggermente diverso. Questo disco è stato prodotto in inglese favorendo scelte stilistiche; volevo infatti che le melodie uscissero nel modo più fluido possibile. Quando scrivo tendo a mettere molte note nelle melodie, e l’inglese, da questo punto di vista, mi dona molta più libertà. Però non escludo affatto in futuro di dedicarmi a progetti cantautorali nella mia lingua madre. Amo tantissimo la poesia e le belle parole, e ho anche scritto una raccolta di poesie. Un giorno forse le metterò in musica, oppure no, chissà…

  1. Il disco parla di metamorfosi. In quale delle dieci tracce senti più presente questo tema?

Tilting at Windmills. È un brano che parla di resa, ma non di rinuncia. Racconta di un guerriero stanco, caduto in disgrazia, che si rende conto di aver lottato contro i mulini a vento (“fighting windmills”). Ha esaurito le forze e le speranze, ma è proprio in questo momento di vuoto che avviene la trasformazione. C’è un bellissimo brano di Patrizia Laquidara che dice: “lì dove credi che tutto finisca, è proprio lì che si ricomincia”. Io la penso come lei.

  1. Come descriveresti il sound di I Am Done Conforming a qualcuno che non ti conosce?

Lo descriverei come un sound internazionale, variegato e possente. È un disco che fa l’occhiolino a grandi successi del passato, ma che suona assolutamente moderno e attuale. Ha tantissime sfumature diverse al suo interno, quindi non si può incasellare facilmente: l’unico modo per capirlo davvero è mettersi le cuffie e ascoltarlo!

  1. Take It apre con ‘Don’t you tell me to stay.’ Chi ti ha insegnato a dire no?

L’ho imparato da sola. Il fatto è che spesso in passato mi sono sentita fraintesa e non molto capita. A un certo punto, però, questa sensazione mi ha spinto a volermi conoscere di più, a guardarmi dentro e a capire chi fossi davvero. Quando scendi così a fondo, impari a capire che tutto ciò che ci raccontiamo su noi stessi e sul mondo è solo un insieme di sovrastrutture. Il problema vero è che quegli schemi finiscono per dirigere la tua vita a tua insaputa. Io mi interesso tantissimo di psicologia analitica e c’è una frase di Carl Jung che riassume tutto perfettamente: “Rendi conscio l’inconscio, altrimenti governerà la tua vita e tu lo chiamerai destino”. Imparare a dire “no” è stato quindi il risultato naturale di questo percorso di ritorno a me.

  1. Blue Drapes è il brano più lontano dalla forma canzone pop. Hai avuto resistenze nell’includerlo come chiusura dell’album?

Al contrario, è stata la mia scelta più decisa in assoluto. Non ho avuto alcun dubbio: è il brano di chiusura perfetto, non c’è che dire. Volevo esattamente un finale così, fuori dagli schemi del pop, per lasciare l’ascoltatore con quel tipo di atmosfera e di apertura finale.

  1. La vulnerabilità nei tuoi testi non viene esibita ma trasformata in strumento. È una scelta stilistica o emotiva?

Direi che è una necessità puramente emotiva, che poi diventa stile. Il fatto è che etichette come “vulnerabile” o “forte” spesso ci stanno strette: per me convivono entrambe le cose. Nei miei testi non cerco di esibire una fragilità, ma uso le parole per accompagnare delle immagini e stati d’animo, senza la pretesa di darmi o dare agli altri definizioni precise. Le parole hanno solo il compito di accompagnare delle immagini, ma non si prendono troppo sul serio. Dire “sono vulnerabile”, non significa assolutamente nulla, esattamente come qualsiasi altra cosa che ci definisca o imprigioni nelle definizioni. Tendo molto a osservare i miei pensieri, e nell’intimo di essi li coltivo, perché così facendo posso essere quel che voglio.

  1. Fabio Codega ha lavorato anche su synth e tastiere. Come il suo contributo strumentale ha plasmato il carattere sonoro del disco?

Fabio è amante del suono. Tutta la sua vita è stata dedicata a questo: il suono. Questo suo amore viscerale per sonorità e timbriche che si differenziano, ha plasmato il carattere del disco, dandogli quella profondità e quell’atmosfera internazionale che cercavamo. Lavorare con qualcuno che ha questa sensibilità ti permette di dare un’identità precisa e unica a ogni traccia.

  1. I Can Feel racconta una comprensione tardiva. Credi che certe verità possano essere capite solo dopo?

Oh sì. Capiamo sempre le cose tardi, è un classico e ci passiamo tutti. La canzone parla di una relazione sentimentale ma può estendersi anche a una profonda amicizia. Spesso siamo solo testimoni delle conseguenze delle nostre azioni o delle nostre cecità. E forse è giusto così: certe cose non si possono evitare, si possono solo vivere.

  1. Cosa ascolti quando non stai lavorando? C’è un disco che ti ha accompagnato durante la produzione di I Am Done Conforming?

So che può sembrare strano visto che sono laureata in musica pop e che il mio disco va in tutt’altra direzione, ma le mie radici sono lì: ho iniziato a studiare canto proprio approcciandomi alla lirica. In più trovo affascinante la musica e il canto arabo, così complessi e maturi.

Certo, eseguire i quarti di tono è difficilissimo e richiede uno studio e un controllo vocale pazzesco, ma a me le sfide impossibili sono sempre piaciute un sacco! Forse un giorno lo studierò seriamente, spero di avere il tempo necessario.

Ilenia Marzano – Biografia

Ilenia, nata a Roma nel 1992, ha scoperto la sua passione per il canto all’età di 10 anni. Sin da giovane ha partecipato a vari contest, concorsi e stage, facendo la sua prima esperienza nel mondo della musica durante lo Stage internazionale di musica di Gallodoro-Taormina, dove si è esibita con il Cet di Mogol a soli 12 anni. Questo ha rappresentato il primo input fondamentale della sua carriera.

Nel 2006, ha vinto una borsa di studio presso la scuola di musica “Discanto” di Bracciano, dove ha iniziato a studiare seriamente il canto, una forma d’arte che avrebbe continuato ad amare per tutta la vita. Ha proseguito la sua formazione frequentando il corso personalizzato di canto pop al Saint Louis College of Music di Roma con Maria Grazia Fontana durante l’anno accademico 2008-2009. Parallelamente, ha studiato anche canto lirico, dimostrando la sua versatilità e il suo impegno nel mondo della musica.

Nel corso degli anni, Ilenia ha raggiunto numerosi traguardi significativi. Nel 2011-2012, si è classificata al primo posto al concorso canoro “La principessa dei Laghi Italy”. Nel 2013, è stata selezionata per partecipare a un corso teatrale organizzato dalla Regione Lazio chiamato “Recitare per crescere”, durante il quale ha studiato teatro con l’attore Massimo Venturiello, dizione e interpretazione vocale con la cantante Tiziana Tosca Donati (in arte Tosca), lavorando intensamente per due mesi nella messa in scena teatrale di “Opera da tre soldi” di Bertolt Brecht.

Parallelamente ai suoi studi di canto, Ilenia ha anche iniziato a studiare pianoforte d’accompagnamento al Saint Louis College of Music di Roma, ottenendo la laurea in Canto Pop nel 2021. Durante questi anni, ha approfondito la sua formazione con corsi di armonia, ear training, arrangiamento, songwriting e improvvisazione jazz, tenuti da musicisti e maestri di fama internazionale.

A partire dal 2016, Ilenia è entrata a far parte della Soul Train Orchestra del noto tastierista di Noemi, Michele Papadia, con cui ha condiviso il palco al teatro Eliseo insieme a Fabrizio Bosso e Serena Brancale nel giugno 2018. Si è esibita in vari locali di Roma, come il Piper e il Cotton Club, e in prestigiosi hotel come il resort Borgo di Fiuzzi e il Grand Meliá Hotel.

La sua carriera artistica ha anche visto collaborazioni televisive. Ha partecipato al Festival della Musica Italiana in TV con il gruppo Abba Celebration, oltre ad aprire il concerto di Antonella Ruggero nel Lazio ad Alatri nel 2019. Durante l’estate del 2022, ha intrapreso un tour esclusivo lungo la Costa D’Amalfi, con concerti proposti e finanziati dai comuni di Positano, Ravello, Minori, Praiano e Benevento Città Spettacolo.

Oltre alla sua attività di esibizione, Ilenia ha lavorato come turnista per registrazioni di spot pubblicitari per diverse aziende, tra cui Mediaset, Accademia Artisti, Enrico Coveri – Striscia la Notizia, Amazon Prime e altre.

Come insegnante di canto moderno, Ilenia ha condiviso la sua passione e la sua esperienza presso diverse scuole di musica, tra cui la CDM Casa della Musica, 432 Hz di Trevinano Romano e Key Music, a partire dal gennaio 2017.

Ha anche svolto attività come corista, unendosi al coro Sat & B di Maria Grazia Fontana, insieme a Giorgia, nelle prime due tappe del tour “Dietro le Apparenze” nel 2012, che si sono tenute a Roma e Milano. Ha anche partecipato a rappresentazioni teatrali come “Strimpelli e Vinile” al Teatro Italia di Roma, recitando e cantando nel coro insieme ai protagonisti Attilio Fontana ed Emiliano Reggente.

Ilenia è apparsa su Rai Gulp e Radio Popolare come corista mentre accompagnava la cantante Ilaria Porceddu nella canzone sarda “No potho reposare” durante la presentazione del suo album presso la Feltrinelli di Roma il 28 marzo 2017. La sua voce corale è stata anche presente in due brani eseguiti all’Auditorium Parco della Musica il 21 settembre 2013.

Al momento, Ilenia sta componendo nuova musica e crea nuove canzoni e musiche strumentali per RTI Music, dimostrando la sua versatilità e creatività come artista.

La dedizione, la passione ed il talento hanno portato Ilenia ad avere un impatto significativo sia come esecutrice che come insegnante, e la sua carriera continua a evolversi, lasciando spazio a nuove avventure e successi futuri.

CREDITI

Artista: Ilenia Marzano

Arrangiamento – Synth – Tastiere – Chitarra Elettrica: Fabio Codega

Chitarra Acustica ed Elettrica – Basso: Simone Zecca

Archi e Violino: Peter Voronov

Chitarra elettrica solista: Joao Corceiro