“Il tocco del piccolo angelo” di Fiorenza Pistocchi, misterioso e coinvolgente. L’intervista

È disponibile in libreria e negli store online “Il tocco del piccolo angelo”, il nuovo romanzo giallo/noir di Fiorenza Pistocchi edito da Neos Edizioni. Con il talento che le è proprio di restituire l’umanità e le atmosfere delle situazioni, la scrittrice affronta la metropoli, le sue inquietudini e la molteplicità delle sue relazioni.

Ecco cosa ci ha raccontato l’autrice. Buona lettura!

Grazie Fiorenza per aver accettato di rispondere ad alcune domande per i nostri lettori. Come è nato il tuo amore per i libri? Cosa ti ha spinta a diventare una scrittrice?
L’amore per i libri e la lettura può nascere solo se si hanno genitori che acquistano libri e li leggono ai figli. A me è successo. In più avevo uno zio che era rappresentante di una casa editrice importante e ogni volta che veniva a casa mia mi regalava qualche libro. In seguito, siccome mio padre comprava gialli, libri di fantascienza e di spionaggio, ho avuto accesso a molti romanzi di questi generi. Poi ho letto tanti classici e sono diventata una lettrice accanita.
Dopo aver letto tante storie, tante vicende più o meno interessanti, libri di ogni genere, mi è venuta voglia di passare dall’altra parte, la parte di chi le storie le inventa e le scrive. Ho iniziato con una serie di gialli ambientati in Liguria, con protagonista un vigile urbano che, invece di dare multe, preferisce indagare non appena si scopre un delitto. A questi sono seguiti due romanzi a sfondo storico. Adesso sono tornata al giallo, ma con sfumature noir e un po’ di paranormale. Mi piace molto scrivere romanzi, inventare situazioni e personaggi. Tutta la mia produzione letteraria è pubblicata da Neos edizioni di Torino e si può trovare su tutte le piattaforme online e nelle librerie.

Parliamo del tuo nuovo romanzo dal titolo “Il tocco del piccolo angelo”, edito da Neos Edizioni. Come è nata l’idea di scriverlo? Qual è stato il punto di partenza nel processo di scrittura?
Ero in cerca di un’idea per scrivere un romanzo giallo ambientato a Milano, una città che amo e dove ho vissuto per trent’anni. Per caso sono stata invitata ad assistere a una sfilata nel settore femminile del carcere di San Vittore. Ho visto ragazze giovani e belle che indossavano i turbanti confezionati dal laboratorio di sartoria delle detenute per le donne che si sottopongono alla chemioterapia all’Istituto dei Tumori. Sono stata colpita dai loro visi e dalle loro storie e ho cercato di immaginare le loro difficoltà nel momento dell’uscita dal carcere. È nato così il personaggio di Linette, la protagonista femminile. Sono stata anche nelle residenze carcerarie a regime attenuato per le detenute madri, dove le donne stanno con i loro bambini piccoli. Parlare con loro, vedere il loro ambiente, mi ha permesso di raccogliere elementi e suggestioni che ho trasportato nel mio romanzo.

Se dovessi consigliare una colonna sonora come sottofondo durante la lettura de “Il tocco del piccolo angelo”, cosa sceglieresti?
“There Must Be an Angel” è la canzone più adatta. È di Annie Lennox e Stewart David Allan. Poi si possono ascoltare molti altri brani degli Eurythmics. La voce di Annie Lennox di quegli anni era davvero “angelica”. Bellissimi anche i loro video. La compilation che amo di più è “Eurythmics greatest hits” del 1991, un classico del pop.

Stai già lavorando a un nuovo romanzo?
La scrittura è ormai diventata un’attività quasi quotidiana per me. Sto infatti raccogliendo elementi e idee per un seguito del tocco del piccolo angelo. Nello stesso tempo raccolgo documentazione per un nuovo romanzo a sfondo storico. Non so ancora quale dei due sarà terminato per primo, dipende tutto dai personaggi: quelli con più fascino mi trascineranno dalla loro parte…