Il quarto elemento di Andrés Suriano

Il quarto elemento di Andrés Suriano

Il quarto elemento di Andrés Suriano – Regia di Annalisa Malizia e Andrés Suriano

Ci siete mai stati all’inferno?

Spettacolo sconvolgente!

Appena si entra in sala ci si catapulta in un vero incubo.  Al centro del palco un letto sul quale una coppia di giovani uomini dorme serena (Gianluca Scuotto e Andrés Suriano).  tutto sembra tranquillo quando uno di loro di scatto si sveglia ed inizia a raccontarci il suo dramma, che viene interrotto repentinamente dalla realtà e dalla finzione caratterizzata dalla routine di tutti i giorni. E così il personaggio indossa la sua maschera. Lui è Massimo, bell’uomo e affermato chirurgo, a quanto pare molto amato dai suoi pazienti, che sicuramente ignorano la mostruosità che si nasconde dietro il suo sorriso.

E l’ansia comincia a salire.

Poi vediamo Ludovico (Andrés Suriano) giovane studente in psicologia che insieme alla sua migliore amica Elena (Ilaria Giambini) scrive la tesi. E così ci viene introdotto un Ludovico ansioso e sognatore, molto distratto a pensare a cosa possa combinare il suo compagno,  il quale sembra ignorarlo senza neanche fargli una chiamata, o mandargli un semplice messaggio, gesto sufficiente per averlo ai suoi piedi.

Massimo è infastidito dalla gelosia apparentemente ingiustificata da Ludovico per il collega Roberto (Alessandro Di Giulio) che Massimo definisce un infermiere incapace di svolgere il suo lavoro. Roberto ha una storia aperta con Esteban (Gabiele Namio) che sembra non sia destinata a durare.

Quando le cose sembrano trovare un equilibrio arriva Sergio (Cristiano D’Alterio), ex di Ludovico, e qualcosa inevitabilmente cambia. Il ritmo all’interno delle scene cambia, così come gli stati d’animo, e tutto precipita vorticosamente in un abisso di una crudeltà mostruosa dalla quale ormai è impossibile fuggire. Manipolazione. Sofferenza. Delirio di onnipotenza. Paura di abbandono. Psicosi. Sangue. Tutto sfugge dalle mani e si perde il controllo. Ecco l’inferno interiore. Fra l’amore e l’odio una porta, che sbatte in continuazione senza chiudersi mai.

Tutto funziona. Regia ben curata da Annalisa Malizia e Andrés Suriano. Drammaturgia intelligente e vincente. Personaggi ben costruiti. Le ottime interpretazioni di Andrés Suriano, Ilaria Giambini, Gianluca Scuotto, Cristiano D’ Alterio, Gabriele Namio e Alessandro Di Giulio contribuiscono a rendere l’atmosfera ancor più sconvolgente.

La scenografia è suggestiva. Così come i momenti onirici, e le varie simbologie che danno all’opera uno spessore notevole rendendolo uno spettacolo, per quanto semplice, di grande spessore.

Uno spettacolo che toglie il fiato. Che porta a riflettere. Un cerchio chi si apre e si chiude per dirci che l’amore è amore. Nient’altro: “come si fa a trovare la verità nella verità” 

In scena al Teatro Tordinona di Roma

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