Ci sono professioni che non terminano alla fine del turno. Professioni che finiscono per modellare il carattere, il modo di osservare il mondo e persino il percorso umano di chi le esercita. È questa la sensazione che accompagna la lettura de Il poliziotto che volevo essere, il libro autobiografico di Adorno Maiani pubblicato dal Gruppo Editoriale WritersEditor.
L’opera ripercorre l’esperienza di una carriera vissuta all’interno della Polizia di Stato, seguendo il cammino dell’autore dagli anni della formazione fino alle attività operative che lo hanno portato a confrontarsi con alcune delle pagine più delicate della storia italiana contemporanea.
Attraverso il racconto personale emerge il ritratto di un Paese attraversato da profonde trasformazioni sociali e da periodi di forte tensione. Gli anni del terrorismo, le operazioni di sicurezza, il contrasto alla criminalità e il lavoro quotidiano delle forze dell’ordine diventano il contesto entro cui si sviluppa una testimonianza diretta e concreta.
Uno degli aspetti più significativi del volume è la capacità di restituire la dimensione umana della professione. Dietro le attività operative trovano spazio le difficoltà, le responsabilità e le scelte che accompagnano chi è chiamato a operare quotidianamente al servizio dello Stato.
Nel corso della narrazione affiorano episodi che hanno segnato la storia nazionale, tra cui il coinvolgimento nelle operazioni successive alla strage di Bologna del 1980, evento che rappresenta ancora oggi una delle ferite più profonde della Repubblica italiana. Il racconto offre una prospettiva vissuta in prima persona, lontana dalle ricostruzioni accademiche e dalle sintesi giornalistiche.
La forza del libro risiede proprio nella sua autenticità. Maiani non costruisce un personaggio eroico, ma racconta il proprio percorso professionale con uno stile diretto e immediato, lasciando che siano gli eventi e le esperienze a parlare.
Accanto alle vicende operative emerge anche il percorso di crescita personale di un uomo che ha dedicato gran parte della propria vita alla divisa. Le relazioni umane, il senso di appartenenza al corpo di polizia, le difficoltà quotidiane e il confronto costante con situazioni di rischio contribuiscono a delineare un quadro ricco di sfumature.
Il poliziotto che volevo essere è quindi molto più di un semplice memoriale professionale. È una testimonianza che attraversa decenni di storia italiana, offrendo al lettore l’opportunità di osservare eventi, cambiamenti e tensioni sociali attraverso gli occhi di chi li ha vissuti direttamente sul campo.
Un libro che conserva il valore della memoria e che restituisce voce a un’esperienza professionale spesso raccontata dall’esterno, ma raramente attraverso il vissuto quotidiano di chi ne è stato protagonista.
L’opera è disponibile in tutto il territorio Nazionale.









