Il performer internazionale Matteo Borghi pubblica “Adios”, il suo nuovo singolo

E’ disponibile in rotazione radiofonica e su tutte le piattaforme digitali “Adios” (SoulGem Records/Believe Digital), il nuovo singolo di Matteo Borghi, prodotto da Astralmusic e Papa Musique Edizioni.

Il brano, scritto dallo stesso artista a quattro mani con Daiana Pamela Acosta, racconta la fine di una relazione importante, i colori e le sfumature del dolore, i silenzi profondi e le parole urlate di un addio: una storia d’amore vissuta oltre qualsiasi concetto di genere. La sofferenza che ha conosciuto la libertà di non giudicare e di non essere giudicati, oltre i giudizi ed i pregiudizi.

«Il piacere di non essere inquadrati, nel bene come nel male – dichiara l’artista –. Bisogna demolire i muri del tutto maschio o del tutto femmina, le parole e persino i colori del pregiudizio: nell’Ottocento l’azzurro era il colore delle femmine perché si associava alla purezza, mentre il rosa era definito un colore emblema dell’uomo, simbolo di forza mitigata e mascolinità. Si ama e si soffre senza sesso e senza sessi, oltre categorie nelle quali ci inquadrano e ci inquadriamo pur sentendoci stretti. La musica è il veicolo della fluidità: la mia, interpreta l’emozione di una persona che ha sofferto e gioito, attraversando generi e sessi. Io non voglio prendere in mano nessuna bandiera se non quella dell’amore: la vera bellezza è essere liberi!».

Ad accompagnare il brano il videoclip ufficiale, diretto da Michele Sicoli, che punta il focus sull’impeto del brano, sull’importanza delle emozioni e della libertà di non catalogare od essere catalogati, di non classificare tutto e tutti per inseguire il rassicurante ed improprio schema della normalità: come scrisse Vincenza Vitali “la normalità è una scusa, un’invenzione utilizzata da chi vorrebbe farti sentire diverso“, perché la normalità è solo tutto ciò che coltiviamo, giorno dopo giorno, nel rispetto di noi stessi e degli altri.

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Biografia.
Il carattere estroverso, effervescente e catalizzatore dell’artista, si mostra fin da subito e lo rende un naturale entertainer anche nelle quotidiane attività della vita di bambino ed adolescente. L’approccio con la musica è quasi casuale: l’occasione è il coro che accompagna le celebrazioni religiose. Il modo viscerale con cui da sempre vive le proprie esperienze, fa sì che questo sia l’inizio di un percorso in cui musica e spiritualità si intrecceranno spesso ed in vari modi. A 17 anni entra a far parte di uno dei primi cori gospel del milanese diretto da Beatrice Senigallia. Grazie alla sua personalità eclettica ed al suo talento Matteo trova subito nuovi contatti: incontra Matteo Fasolino che diventa suo primo produttore e lo porta al professionismo musicale con concerti, serate, presta la voce per molte pubblicità televisive e radiofoniche. Fasolino gli presenta Umberto Smaila, con cui collabora in 3 anni di intensissima vita lavorativa e di esperienza di palco. In seguito lavora in tour in giro per l’Europa con Enrique Iglesias Successivamente nasce l’esigenza di avere una sua band, esigenza che lo porta, nel corso degli anni, a d esibirsi in molti paesi europei e medio orientali, grazie anche alla sua capacita di essere molto credibile cantando ed intrattenendo in diverse lingue (arabo spagnolo francese inglese). Il suo talento non sfugge agli occhi di Giorgio Panariello, che vedendolo performare al “Domina Coral Bay” di Sharm el Sheikh, lo porta con se in vari shows: da “Ogni maledetta domenica” su RTL 102.5 a “Panariello non esiste” come spalla del capocomico e cantante.

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