Il monaco che amava il jazz. Testimoni e maestri, migranti e poeti, il libro di Francesco Comina

Il monaco che amava il jazz. Testimoni e maestri, migranti e poeti, il libro di Francesco Comina – Presentato nella sede dell’Euroregione Trentino-Alto Adige-Tirolo a Bruxelles, nell’ambito del ciclo “Incontro con l’Autore”, il libro “Il monaco che amava il jazz. Testimoni e maestri, migranti e poeti”, di Francesco Comina, giornalista e scrittore, coordinatore del Centro per la Pace del Comune di Bolzano. Sono intervenuti all’evento anche numerosi italiani che lavorano presso le istituzioni e le rappresentanze diplomatiche, e gli aderenti a diverse associazioni culturali cittadine interessati a condividere il percorso proposto dall’Ufficio di rappresentanza della Provincia autonoma di Trento e dall’Associazione Trentini nel mondo.

L’intento della manifestazione è quello di rendere possibile un percorso di decodificazione di alfabeti comunitari, a volte troppo astrusi, per ritrovare le chiavi di una lettura “leggera”, che spinga a guardare anche oltre l’Europa dei mercati, delle crisi finanziarie e degli spread. Sono di aiuto in questo percorso gli incontri effettuati presso la sede di Rue de Pascal sui temi del confine, della formazione storica delle identità che convivono nell’Euregio, dell’Autonomia, delle collaborazioni internazionali nei settori della ricerca e dell’alta formazione.
Nel libro di Francesco Comina, presentato qualche giorno fa, storie di donne e uomini che hanno attraversato l’ultimo secolo nei luoghi più disparati e, talvolta, più disperati della terra. Persone che non hanno esitato a frequentare le tante periferie, urbane, culturali, economiche, religiose del mondo, confrontandosi con un’umanità bisognosa di rispetto, di dialogo, di ascolto. Costruttori di ponti e di relazioni fra le culture, le religioni, le etnie, insomma, i protagonisti del libro di Comina, che vanno da Raimon Panikkar a Ernesto Balducci, da Giorgio La Pira a Alex Langer. Non santi ma uomini del loro tempo, che di questo tempo hanno saputo affrontare le contraddizioni.

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