Il mio problema, il nuovo singolo di Marta Mauceri

E’ uscito il nuovo singolo della cantautrice catanese Marta Mauceri, dal titolo “Il mio problema”, brano scritto in prima persona, che descrive una sorta di flusso di coscienza e poi di comportamento in base a domande tipo “Ma che mi prende? Cos’ho che non va?” e quindi il modo di reagire di conseguenza agli eventi della vita, dai più futili a quelli più importanti. Forse il pensare troppo o il continuo rimuginare, non aiuta a risolvere il problema. E Marta lo comunica a modo suo, quasi facendo un autoanalisi, con la sua personale interpretazione degli avvenimenti. Il ritmo pop-melodico del brano, si incastra perfettamente con le frasi in rima che evidenziano i contrasti che Marta canta nella storia, dando un risultato finale molto fresco ed orecchiabile.

La ventiduenne di origini siciliane seppur giovanissima, ha una maturità spiccata nel saper cogliere gli aspetti più salienti della vita che la circonda, filtrata attraverso gli occhi e le sue emozioni.  La sua strada è la musica, non c’è dubbio, perché già quindicenne inizia a scrivere di suo pugno le canzoni, trovando una maniera naturale e spontanea per tirare fuori la sua emotività, parlando di esperienze personali. Curiosa ed attenta osservatrice di tutto ciò che ruota nel mondo musicale, comincia a studiare chitarra con il compositore Antonio Aprile e si iscrive a scuola di canto, ma non si ferma lì ed inizia ad interessarsi al pianoforte e al basso (con la guida del maestro Gianfranco Giumarra) e ai più disparati strumenti a corde. Prosegue le lezioni di canto ad oggi in corso con la docente Mariella Arghiracopulos.  Si trasferisce a Roma per continuare gli studi in song- writing al Saint Louis College of Music, dove frequenta i corsi di “custom in composizione” e “canto popular music”. Attratta dall’attenzione che la città eterna dedica ai cantautori emergenti, trova in questo senso la strada giusta per iniziare la gavetta esibendosi in vari locali del centro, circondata da amici e colleghi musicisti, preferendo la performance “acustica” solo con chitarra e voce, che fin dagli inizi è stata la sua personale dimensione per l’approccio con il pubblico.