Il Mare di Suono di Mark Francis alla Biennale per San Marino

È aperto ufficialmente al pubblico il Padiglione della Repubblica di San Marino alla 61. Esposizione Internazionale d’Arte – La Biennale di Venezia, visitabile gratuitamente fino al 22 novembre 2026 presso Tana Art Space (Fondamenta de la Tana n. 2111), una nuova sede strategicamente collocata tra Arsenale e Giardini.

L’inaugurazione ufficiale si è tenuta venerdì 8 maggio, alla presenza delle più alte Istituzioni della Repubblica stessa e di una platea partecipata di Autorità e invitati.

A rappresentare la Repubblica più antica del mondo, l’artista nordirlandese Mark Francis (Newtownards, Irlanda del Nord, 1962) con il progetto Sea of Sound, a cura di Luca Tommasi. In mostra, un corpus inedito di dipinti dell’autore, da sempre interessato ad approfondire i rapporti fisici e poetici che intercorrono fra arte, suono e scienza.

Il Padiglione di San Marino è progettato e realizzato da FR Istituto d’Arte Contemporanea S.p.a., galleria d’arte sammarinese che fa capo a Roberto Felicetti, Vincenzo Rotondo e Alessandro Bianchini, con il supporto della Segreteria di Stato Istruzione e Cultura e la supervisione di Valentina Garavini nel ruolo di Commissario.

«La pittura di Mark Francis stimola una simultanea esperienza visiva e sonora che si manifesta in elaborate opere in bilico fra astrazione e rappresentazione della memoria visiva. Le pennellate si organizzano sulla tela secondo un movimento ascensionale che riflette sia nel colore che nella dimensione delle singole bande l’intensità e l’energia delle frequenze acustiche. Nel fare ciò, l’artista non elabora passivamente una sorta di diagramma ispirato da dati scientifici ma, in una compiuta ottica post-modernista, mette al centro la propria soggettività, interpretando autonomamente gli stimoli sonori e visivi ai quali si ispira», scrive il curatore Luca Tommasi.

Mark Francis ha sviluppato sin dagli anni ‘90 un lavoro prevalentemente incentrato sulla pittura astratta. Un’esperienza sonora ed emotiva che si traduce in opere che evocano sensazioni uditive attraverso la rappresentazione visiva, in una dimensione sinestetica e plurisensoriale.

Il titolo del Padiglione, Sea of Sound, allude alla vastità di suoni e frequenze in cui siamo immersi e alla capacità di intercettarle, selezionarle e declinarle in esperienze personali, anche attraverso il filtro dell’emotività.

«Quando dipingo – spiega Mark Francis – l’azione del pennello che mescola i colori crea l’illusione di un suono. La pressione distende il colore, creando varie intensità di toni. Man mano che ogni banda di colore inizia a mescolarsi con un’altra, mi trovo a confronto con colori e suoni nuovi e a volte inaspettati. Alla fine del procedimento pittorico, sono davanti a un “mare di suono”. È come se i colori iniziassero a cantare mentre uniscono le forze e si aggregano. Da lontano, la regolarità delle forme insieme alla variabilità del colore produce un effetto sfocato. L’occhio agitato è incapace di stazionare in alcun luogo per lungo tempo, quindi l’osservatore è invitato a farsi avanti. Da vicino, la texture e la complessità della superficie si rivelano e l’impatto dello sfocato scompare, chiedendo a chi guarda di allontanarsi ancora una volta. I dipinti sono statici ma contengono impulsi sensoriali e ciò che viene visto, udito e sentito dipende da chi osserva».

Il Padiglione si articola in due stanze: nella sala d’entrata, il film Listening Field conduce lo spettatore nel mondo delle immagini dell’artista; nella seconda sala, una selezione di dipinti inediti di grande formato, realizzati ad olio su tela o alluminio, consente allo spettatore di approfondire la sua ricerca.

Ad oggi, Listening Field è il primo e unico lavoro con l’immagine in movimento realizzato da Mark Francis: una sequenza di sette minuti d’immagini e suoni, che potenzialmente potrebbe essere infinita. Realizzato in collaborazione con il filmmaker e animatore Ian Cross, il video rende concreto quanto potrebbe accadere in una piccola sezione di un dipinto. Gli elementi visivi sono quindi accompagnati dai suoni – una musica volutamente senza melodia – ideati dal compositore Marco Genovesi, in relazione atmosferica con le forme astratte.

L’invito della Repubblica di San Marino a farsi rappresentare da Mark Francis alla Biennale Arte 2026 è motivato dalla qualità della ricerca, ma anche da una forte assonanza con il tema dell’edizione curata da Koyo Kouoh. In Minor Keys introduce, infatti, una riflessione sulla percezione e sull’ascolto del mondo. La pratica di Mark Francis, capace di rendere visibile l’invisibile, considera le frequenze basse e i brusii, rilevando la presenza costante e persistente del suono attorno a noi.

L’immagine grafica del Padiglione trae origine da un dipinto, al quale sono sovrapposte le tre iconiche torri del Monte Titano, propagatrici di onde di libertà, indipendenza e creatività. Punti di ascolto privilegiato e rifugi acustici al di sopra di quel “mare di suono” evocato dall’artista.

Il Padiglione di San Marino è realizzato con il sostegno di Passepartout S.p.A. (main sponsor), Comac International A.M., D’Amico D&D Italia, Elenka, FR Art Gallery e M.G.M.

Maggiori informazioni relative alla partecipazione nazionale sammarinese alla Biennale Arte 2026 sono disponibili all’indirizzo www.biennaleveneziasanmarino.com, Facebook @biennaleveneziasanmarino, Instagram @biennalevenezia_sanmarino. Hashtag ufficiali: #biennaleveneziasanmarino – #markfrancis – #seaofsound.

Per tutta la durata della Biennale Arte 2026, l’opera Sound Break (2024) di Mark Francis sarà esposta presso la Galleria Nazionale di San Marino quale iniziativa volta a invitare la cittadinanza a visitare il padiglione nazionale sammarinese a Venezia.