Il fascino del gatto e la sua storia

Il fascino del gatto e la sua storia – Elegante, sinuoso e misterioso. Il gatto, quel felino, che ispira tenerezza e dolcezza ma i cui artigli sono pericolosissimi è, da sempre, presente nella vita degli uomini. Quel morbido ‘mucchietto di peli’ che ti si avvicina e fa le fusa, che ha avuto un ruolo bivalente nel corso dei secoli. E’ stato amato moltissimo ma anche odiato, perseguitato e sterminato.

I primi esemplari, di cui si ha notizia, risalgono ai tempi degli Egizi già nel 2130 a.C. dove si praticava il culto dei gatti sacri. Gli egiziani avevano la massima stima per quest’animale e, quando il loro gatto moriva, in segno di lutto, si rasavano i capelli e le sopracciglia. Anche Roma era popolata dai gatti, quelli a pelo corto che, al seguito delle legioni, si è diffuso in Europa dando così vita al tipo Europeo.

Nel 1500 l’esploratore Pietro Della Valle portò, in Europa, dall’Asia Minore i primi gatti a pelo bianco e lungo e, tra l’VIII e l’XI secolo i Vichinghi, diffusero il Norvegese delle Foreste. Intorno all’anno mille i Templari portarono in Europa il Certosino, un gatto di notevoli dimensioni dal manto blu, e lo affidarono ai monaci. Durante l’Inquisizione, dal 1200 al 1600, il gatto, soprattutto quello nero, fu perseguitato (ne furono uccisi circa 8 milioni). Nel 1800 il gatto viene riscattato e, nel 1871 ci fu la prima esposizione felina, al Cristal Palace di Londra. Sempre dall’Inghilterra arrivano nel ‘900 lo Scottish Fold, il Devon Rex e l’ elegante Cornish Rex. Oggi ci sono moltissime razze e, tra quelle rare troviamo l’American Curl, il Ragdoll, il Blu di Russia ed il Gatto di Ceylon.

Un gatto in casa, di razza o no, è una gioia, sono curiosi e complessi, addomesticati ma selvaggi, riservati, affettuosi o lunatici. La vita del gatto e quella dell’uomo, dopo il 1800, iniziano ad intrecciarsi sempre più intensamente al punto che, i gatti varcano le soglie delle case e, da quel momento, inizia la convivenza straordinaria. Sembrerebbe che, questi simpatici animaletti, siano in grado di percepirne lo stato d’animo, i sentimenti, le emozioni, i dolori ed inoltre sono in grado di avvertire la morte dei loro proprietari anche a molti chilometri di distanza. Sono dipendenti dai loro proprietari ma, al contempo, sanno anche come procurarsi un pasto fuori casa, sia che si trovi in aperta campagna o città tra le strade piene di smog e di caos.