iFEST, Paolo Fresu in Devil Quartet Live a Parco Nomentano

iFEST, Paolo Fresu in Devil Quartet Live a Parco Nomentano – Per la prima volta Paolo Fresu e il Devil Quartet saranno a Montesacro nella splendida cornice dell’iFEST- Independent Festival Roma, appuntamento ormai fisso nell’Estate Romana, giunto ormai alla sua quinta edizione.

L’iFESTè un evento 100% autofinanziato e 100% indipendente, nato e sostenuto dalla passione di volontari e attivisti del III Municipio di Roma, con la testardaggine di pensare che la cultura non è un lusso ma un diritto, e che una città senza teatro, musica, parole e colori a riempire piazze, strade e parchi è una città più povera e triste. “Poesia e rivoluzione”, il titolo dell’edizione 2018 del Festival, perché abbiamo bisogno di spartiti e versi nuovi per immaginare un mondo migliore.

Ad aprire la serata ci sarà la storica Scuola Popolare di Musica di Testaccio.

APERTURA INGRESSI ORE 18.00
INIZIO CONCERTO ORE 21.00

Ingresso a sottoscrizione

Info: 3283033329 tel.

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“Chi passa i mari muta il cielo, non l’anima” (Orazio)

Il nuovo lavoro discografico del Devil Quartet di Paolo Fresu si intitola Carpe Diem ed esce alla fine dell’inverno 2017/2018 per l’ormai affermata etichetta Tǔk Music che Paolo ha creato nel 2010.
L’album, completamente acustico, è stato registrato nel gennaio 2017 grazie all’abile maestria di Stefano Amerio presso l’ormai celebre Studio Artesuono di Cavallicco (UD). La registrazione è in formato Hi-Res che migliora sensibilmente lo standard qualitativo delle usuali tecniche di registrazione digitale dei cd.
Prodotto da Paolo con l’aiuto di tutti i componenti del quartetto e coordinato da Luca Devito, utilizza – nella scia dell’uso intelligente del mezzo artistico tout-court – la splendida immagine di copertina creata in tecnica digitale da Barbara Valsecchi e si avvale dell’ormai riconosciuto tocco grafico di Benno Simma.
Barbara vive a Milano. La sua attività comincia dopo aver frequentato l’istituto Europeo di Design. Da allora le immagini sono il suo lavoro: ha collaborato come grafica, come illustratrice e come art director con le maggiori case editrici Italiane: Arnoldo Mondadori Editore, Il Sole 24 Ore, DeAgostini, Walt Disney, San Paolo Editore, Gruner und Jhar, Bruno Mondadori, RCS Mediagroup, Società Europea di Edizioni.

Le quattordici tracce del lavoro sono equamente suddivise in composizioni di tutti e quattro i protagonisti, evidente segno di grande coesione e coerenza all’interno del progetto. Fra queste, la delicata dedica composta da Stefano Bagnoli all’immensa figura di Giulio Libano, leggendario creatore musicale di capolavori della musica italiana (leggi Celentano e Mina) ma anche direttore dell’orchestra che incise con il grande nome di Chet Baker, una delle importanti testimonianze lasciate ai posteri dal grande trombettista americano durante uno dei suoi storici soggiorni italiani.
Insieme a tanta bellezza c’è anche spazio per un nemmeno tanto ironico divertissement dedicato alla sigla della soap opera più famosa della televisione italiana, vale a dire quel “Un posto al sole” che ogni sera accoglie la nazione dal lontano 21 ottobre 1996. La scelta non deve stupire più di tanto, anche considerando l’intelligente analisi di Fresu che, ben conscio del successo del momento in cui la musica jazz entrò finalmente nella casa della musica dalla porta principale, riconosce il valore delle composizioni dell’universo sonoro popolare, utilizzate per creare musica sicuramente alternativa e ricca di nuove prospettive.
Carpe Diem seguita le esperienze del quartetto di “Stanley Music” (EMI-Blue Note, 2007) e “Desertico” (Tǔk Music, 2013), festeggiando il dodicesimo anno di attività del Devil Quartet, che registrò il proprio primo lavoro per una collana curata dal gruppo editoriale Repubblica-L’Espresso nel 2006.
Opera di grande emozionalità e capacità di comunicazione è già dal suo primo giorno di pubblicazione un lavoro destinato a durare nel tempo e a ergersi a faro, per interplay e splendido esempio di collaborazione ad essa collegate, per le nuove generazioni di compositori e musicisti.
Nel disco, Fresu utilizza l’ormai mitico flicorno artigianale di Hub van Laar, la fida Bach trumpet mod. 7 e la sordina di Harmon. Bebo Ferra suona uno strumento artigianale classico creato dal liutaio Roberto Pozzi, una chitarra acustica artigianale prodotta dal liutaio Aldo Illotta e corde D’Addario. Paolino Dalla Porta suona un contrabbasso del tardo secolo IXX della liuteria Monzino mentre Stefano Bagnoli utilizza un drum set Tama, di cui è endorser internazionale, piatti e spazzole Zildijan, pelli Evans e bacchette Lantec.

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L’iFEST continua fino a sabato 30 giugno:

Il leggendario beat boxer australiano DUB FX sarà invece il protagonista assoluto della serata di giovedì 28 giugno, con un live che spazierà tra il reggae e la drum’n’bass. A seguire la musica in battere e levare dei migliori sound system della capitale per una yard tutta da ballare con i dj di Cool Runnings, Yaga Yaga, Orange Beat, Radio Torre).

Venerdì 29 giugno sarà il turno di una delle novità della scena musicale indipendente romana, LUCIO LEONI, che intratterrà il suo pubblico con parole e note per sognare e pensare. L’after show è affidato al dj set di OKAPI, che incanta chi lo ascolta con una musica impossibile da incasellare in generi.

Sabato 30 giugno grande show di chiusura con il concerto-evento di MURUBUTU RANCORE, che presenterà per la prima volta a Roma il nuovo album “Musica per Bambini”.  Ad aprire le danze la forza dell’hip hop al femminile di Huntress D, mentre Dj Fuzzten e Kento ci accompagneranno verso la chiusura dell’iFEST 2018.

Ogni sera in funzione area food con pizza al forno e food truck, bar con cocktail refrigeranti e banchetti informativi. Dal tardo pomeriggio, nell’area dibattiti, ogni giorno incontri e presentazioni di libri per pensare e riflettere insieme.

Info e contatti:

https://www.facebook.com/IFESTindipendentfestival/