Haiku di città, Francesco Mecucci presenta la sua raccolta poetica al Settantasette con Benedetta Lomoni

Haiku di città, Francesco Mecucci presenta la sua raccolta poetica al Settantasette con Benedetta Lomoni

Haiku di città, Francesco Mecucci presenta la sua raccolta poetica al Settantasette con Benedetta Lomoni – Venerdì 14 dicembre alle ore 18 Francesco Mecucci sarà ospite del locale Al Settantasette, in via San Pellegrino 24/24° di Viterbo, per presentare “Haiku di città”, la sua prima raccolta poetica pubblicata dalla casa editrice Scatole Parlanti (collana Echi, euro 9.90, pp 70). L’evento, a ingresso libero e organizzato in collaborazione con Move Magazine, verrà condotto da Benedetta Lomoni.
«Faccio il giornalista, non ho particolari velleità letterarie e non avrei mai pensato di comporre haiku, né che li avrei raccolti in un libro. Invece è successo. La magia dell’haikud’un tratto mi ha preso».
Queste le parole di Francesco Mecucci, viterbese, classe ’82, dal 2014  direttore di “Move Magazine”, rivista di cultura, spettacolo e lifestyle delle province di Terni e Viterbo.  
«I miei haiku sono sono nati tra le strade di Roma, New York, Berlino, Amsterdam, Vienna, Lisbona, Milano ma anche di realtà più contenute come Viterbo, Terni, Perugia, Siena. Oppure mi sono lasciato ispirare da vari profili Instagram, ricchissimi di foto scattate in contesti metropolitani. In questi haiku provo a trasmettere al lettore quelle suggestioni che in me suscitano la città e la realtà urbana durante i vari periodi dell’anno».

“Haiku di città” raccoglie circa 150 haiku contemporanei che Mecucci ha composto tra asfalto e grattacieli, treni e aeroporti, stadi e insegne luminose, fast food e sale d’aspetto, traffico caotico e vie silenziose, notti d’estate tra i palazzi e albe nebbiose d’inverno nei parchi. Perché la città è evoluzione continua, è sempre in movimento, è tante cose, ma soprattutto è il luogo dove si inseguono i sogni.

L’haiku, sviluppatosi in Giappone nel Seicento, è la forma di poesia più breve al mondo. Matsuo Basho è stato l’haijin – poeta di haiku – più rappresentativo, ma anche Ungaretti, Kerouac, Borges, Claudel, Ginsberg si sono cimentati con questo componimento. Ogni haiku fissa in tre versi una pulsazione dell’universo con immediatezza, semplicità, eleganza e intensità ed esprime un rapporto profondo tra l’autore e l’ambiente, spesso naturale, che lo circonda.
E se la sua natura, sembra chiedersi Mecucci, fosse invece la città, la realtà urbana e metropolitana, con la sua varietà di persone, luoghi, suoni, colori, stili?
«Mi sono ritrovato a fissare di getto, sul mio taccuino, fuggenti istanti di vita urbana sintetizzati nei tre versi tipici di ciascun componimento»
. Non pensava di comporre haiku, ma lo ha fatto.

Francesco Mecucci si è formato alla Scuola Superiore di Giornalismo LUISS di Roma. Dopo alcuni anni di esperienza in quotidiani, uffici stampa e progetti editoriali, dal 2014 è direttore di “Move Magazine”. Ha scritto per “Il Tempo” e “La Provincia Pavese” e collabora con magazine sportivi online.

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