Gotha si reinventa. L’appuntamento a Fiere di Parma

Gotha si reinventa. L’appuntamento a Fiere di Parma

Gotha si reinventa. L’appuntamento a Fiere di Parma – Al via dall’8 novembre l’appuntamento internazionale di alto antiquariato, Arti e Novecento di Fiere di Parma. Tra e novità in mostra le sculture “ritrovate” di Arturo Martini

Rinnovamento- afferma Ilaria Dazzi, Brand Manager di Gotha – è la parola che meglio rappresenta la 14° edizione di Gotha. Cambia la proposta espositiva, un mix virtuoso di artwork di altissimo antiquariato e avanguardie contemporanee. Cambia il concept fatto di talk e di mostre collaterali. Il tutto però – continua Dazzi – senza sperimentazioni per i nostri espositori. Abbiamo costruito il nuovo appuntamento su un solido programma di incoming di buyer provenienti da tutto il mondo attingendo al nostro consolidato network di relazioni. Siamo certi che la formula riporterà Gotha nelle agende del collezionismo internazionale ” .

E’ questo il fermo-immagine di Gotha l’appuntamento di alto antiquariato che si terrà a Fiere di Parma dall’8-11 Novembre.

Sessanta gallerie italiane ed internazionali porteranno così in mostra dall’8 all’11 novembre, in circa 1500 metri espositivi, un’ampia varietà di opere.

Opere che attraversano tre secoli di storia, valutate da una giuria di undici esperti, il cui valore si colloca in un range che va dai 10mila e 300mila Euro assecondando così le esigenze di un vasto pubblico. D’altra parte, se è vero che il mondo de dipinti e dell’antiquariato muove cifre da capogiro, è vero anche che il mondo dell’arte si sta facendo più “democratico: a livello mondiale il 20% delle opere è stato battuto infatti tra i mille e 5mila dollari e gran parte delle transazioni va da 5mila a 50mila dollari (fonte Ubs “The art market 2018).

Le collaterali di Gotha.

Il Settecento e il Novecento, due prospettive a confronto

La 14° edizione di Gotha vedrà alcuni importanti debutti. Innanzitutto due mostre collaterali che avranno come protagonisti Ennemond-Alexandre Petitot e le opere “riscoperte” di Arturo Martini.

Mostre volutamente dal codice espresso e stilistico lontane – prosegue Ilaria Dazzi – ma che rappresentano la ricerca di un dialogo continuo tra presente e passato, senza perdere di vista il legame con Parma, città dalla quale parte l’ispirazione del rinnovato Gotha. Che è il tratto col quale vogliamo distinguerci sul mercato”.

La prima collaterale in programma, “Tesori del settecento: tre opere donate all’Accademia di Parma”, ruota attorno alla figura di Ennemond-Alexandre Petitot, architetto francese che segnò profondamente la città. Curata dall’Accademia delle Belle Arti porta in mostra tre quadri: Ritratto di Ennemond-Alexandre Petitot, attr. a J. Zoffany, Ritratto del nipote di Petitot attr. a J. Zoffany e Veduta interna del tempio alla dea Mnemosine, di Evangelista Ferrari.

Tre tele intime e familiari emblematiche dell’arte settecentesca “tutta parmense” cui si contrappone, una seconda mostra “tutta nazionale” che guarda al Novecento e ad uno de suoi massimi interpreti, Arturo Martini.

A lungo si è creduto che i leoni presenti nell’atrio di via Sarfatti dell’Università Bocconi fossero gli unici esemplari delle sculture fino a quando Paolo Aquilini, Direttore del Museo della seta di Como, e il critico Roberto Borghi non ne scoprirono gli originali in una villa alle porte di Lecco. Dove vi rimasero per una curiosa vicenda che legava lo scultore ai proprietari della villa.

“Leone e Leonessa 1935-1936. Due sculture ritrovate di Arturo Martini”, svela dunque per la prima volta al pubblico le due opere originali “riscoperte” dello scultore trevigiano.

I talk di Gotha

Iniziative filantropiche, lasciti di artisti e soprattutto la volontà atavica di preservare la memoria e l’identità familiare attraverso valori intangibili. E’ così che sono nati i musei.

Cresce però oggi anche a voglia di museo privato e molti collezionisti sono passati da una strategia del prestito e del dono alla realizzazione di un proprio museo. Origini a parte, dove sta andando il collezionismo?

A fare il punto della situazione a Fiere di Parma ( pad.4 / sala Farnese):

Venerdì 9 (ore 17.30), i collezionisti Lucia Bonnani e Mauro De Rio in un dialogo con il giornalista di Repubblica Antonio Mascolo. Sempre venerdì Fabio Bertolo (ore 11), amministratore delegato di Finarte e responsabile del Dipartimento Libri, Autografi e Stampe interverrà su “Il valore della carta da Galileo a Ungaretti e Boccioni, vendite all’asta e vendite al ministero”.

Sabato 10 novembre (ore 11) sarà invece la volta di un dialogo a due voci tra Mauro Felicoridirettore della Reggia di Caserta e Serena Bertolucci, Direttore di Palazzo Reale di Genova. Un viaggio nel collezionismo che nel raconto di Bertolucci toccherà anche lo scultore Anton Maria Maragliano anticipando proprio a Parma i contenuti della mostra che lo vedrà protagonista e che prenderà il via il giorno stesso a Palazzo Reale.

Sempre nella giornata di sabato alle ore 17.30 Fabio Romano Moroni e Stefano Ridolfiinterverranno sul tema “XArt Fingerprint Authentication System. Il metodo di identificazione delle opere d’arte”. L’incontro è organizzato da Ce.S.ArCentro Studi Archeometrici – Associazione per le Ricerche Archeometriche in collaborazione con Arsmensurae e Sapienza Università di Roma.

Kick off del programma, Giovedì 8 novembre (ore 17.30), “Petitot e le competizioni europee dell’Accademia di Parma nel settecento”, a cura dello Storico dell’arte Alessandro Malinverni e del Professore Carlo Mambriani. 

E se nel mondo si espande il numero delle operazioni realizzate on line come ad esempio quelle sul canale instagram, anche Gotha si fa contemporanea con un suo canale appunto Instagram dove espositori si susseguono lasciando parlare l’arte, anzi no, la bellezza.

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